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Lotta al fumo, il primo peggior informatore è l’Istituto Superiore di Sanità


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L’Organizzazione mondiale di sanità è responsabile dell’aumento del tabagismo nei Paesi in cui ha ostruito gli strumenti di riduzione del danno”. Nella Giornata mondiale senza tabacco il professore Riccardo Polosa non ha evitato toni polemici verso l’Oms e i suoi esperti di tobacco control. E sicuramente è stato il Coehar, il Centro di ricerca sulla riduzione del danno da tabacco dell’Università di Catania, a offrire una lettura diversa del No tobacco day. Il convegno del centro etneo, intitolato “Covid e Fumo: strategie innovative per ridurre i danni correlati al fumo”, si è tenuto infatti in contemporanea con quello organizzato dall’Istituto superiore di sanità, ma le similitudini si fermano qui. Perché non solo il fumo e i danni da esso derivati sono stati affrontati con un approccio multidisciplinare molto pratico e per niente ideologico. Ma soprattutto perché gli strumenti di riduzione del danno, prima fra tutte per minore dannosità la sigaretta elettronica, sono stati presentati come parte della soluzione e non come qualcosa da combattere.
ntd-coehar-300x169.pngDopo i saluti istituzionali dei dirigenti sanitari, dell’assessore alla salute, dei presidenti dell’ordine dei farmacisti e dei medici chirurghi e odontoiatri di Catania e della presidente di Unicef Italia Carmela Pace si sono aperti i lavori. I primi a intervenire sono stati il presidente della Lega italiana antifumo (Liaf) Ezio Campagna e il direttore del Coehar Giovanni Li Volti, ordinario di Biochimica. Quest’ultimo ha snocciolato i numeri di una guerra, quella al fumo, che non si sta vincendo, anche per una inadeguatezza sanitaria. Per questo il centro punta sui nuovi strumenti innovativi che riducono il danno, come l’e-cigarette, per offrire ai fumatori un’alternativa. Li Volti ha poi cercato di fare chiarezza su covid e fumo e offerto delle possibili spiegazioni a un dato controintuitivo, riscontrato ormai da tanti lavori scientifici in tutto il mondo: i fumatori hanno minore probabilità di contrarre il virus sars-cov 2 rispetto ai non fumatori, sebbene una volta contagiati abbiano maggiori possibilità di esito infausto.
È seguito poi un lungo intervento del professore Riccardo Polosa intervistato dal conduttore del programma televisivo Le Iene, Matteo Viviani. Come detto, il fondatore del Coehar non ha avuto reticenze, descrivendo l’Istituto superiore di sanità come “il primo peggiore informatore, perché non riconosce studi scientifici indipendenti sugli strumenti di riduzione del danno e mente su temi importanti”. Nel resto del colloquio, Polosa si è diffuso sui vantaggi della sigaretta elettronica e degli strumenti di riduzione del danno per la cessazione e sulle normative da adottare.
caponnetto-300x232.pngNella fase successiva è stato il momento di una serie di interventi, dal vivo o in collegamento zoom, di docenti e ricercatori di diverse discipline, che hanno mostrato concretamente i vari danni causati dal fumo all’organismo, oltre ad illustrare studi in corso ed esplorare metodi e strumenti per la cessazione. Di fumo e malattie cardiovascolari, per esempio, si è occupato Davide Capodanno, docente di Malattie dell’apparato cardiovascolare, mentre Aldo Calogero, docente di Endocrinologia, ha parlato delle strategie per ridurre i danni sulla salute sessuale legati al fumo. Ma le sigarette causano anche patologie oculistiche, delle vie urinarie, della salute orale e dentale. Ne hanno parlato, rispettivamente, Antonio Longo, docente di Malattie dell’apparato visivo, Nello Cimino, docente di Urologia, Gaetano Isola e Eugenio Pedullà, professori di Malattie odontostomatologiche.
Filippo Caraci, docente di Farmacologia ha parlato degli effetti neurobiologici e farmacologici della nicotina, Giancarlo Ferro, docente di diritto costituzionale, ha illustrato la regolamentazione italiana sul vaping. Di tossicologia di fumo e svapo si è occupata la professoressa di Igiene generale e applicata Margherita Ferrante, che si è dichiarata “assolutamente favorevole a qualsiasi strumento che riduca il danno”, con una preferenza per la sigaretta elettronica rispetto ai riscaldatori. Nando Rapisarda, docente di Medicina del lavoro, Pasquale Caponnetto, professore di Psicologia clinica e generale, e Sebastiano Battiato, docente di Informatica, hanno invece parlato di policy aziendali, incentivi e motivazioni psicologiche per smettere di fumare. Infine Gaetano Bertino, professore di Gastoenterologia, ha illustrato il progetto Smoke free e Verena Tomaselli, professore di Statistica Sociale, ha parlato di Troina, il case study sul contenimento della pandemia.

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