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Vapitaly, la lunga (e autorevole) festa della sigaretta elettronica


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Maggio è il mese di Vapitaly. Per il secondo anno consecutivo, causa pandemia covid, non ci vedremo nei padiglioni fieristici. Nondimeno continuiamo a programmare l’evento, in attesa che le condizioni ci permettano di realizzarlo. Nel frattempo vi raccontiamo la storia di Vapitaly. Come è nato e come è cresciuto fino ad oggi.

2014 L’idea di fiera
Il 2014 è stato un anno movimentato per il settore del vaping. Se la Corte costituzionale aveva appena cancellato l’iniqua tassa del 58,5% su tutti i prodotti, inclusi i cavetti Usb, era già stata promulgata una imposta di consumo sui liquidi da inalazione. Il 2014 era anche l’anno in cui si tentava una resistenza comunitaria contro la nuova Direttiva sui tabacchi che avrebbe ulteriormente limitato il vaping. Un anno molto movimentato per un settore che cercava di trovare una sua identità, dopo i successi dei due anni precedenti, all’interno di un quadro normativo molto incerto. Le associazioni di settore si muovevano su più livelli per cercare di creare un fronte di opposizione ai mondi pharma e tobacco che stavano facendo del loro meglio per vietare o, in alternativa, fagocitare, il vaping. Furono proprio alcune associazioni di settore, in particolare Fiesel e Life a spingere per avere anche in Italia un evento che fosse di pari livello delle fiere europee. La decisione fu presa verso la fine di quell’anno: nel 2015 il vaping italiano avrebbe avuto la sua fiera!

2015 Si parte!
Ma partire non è così facile. Dopo aver messo assieme il team operativo, individuato il quartiere fieristico ospitante e scelto il nome dell’evento, dovevamo convincere le aziende del settore della bontà del progetto. Da un lato c’era chi avrebbe aspettato volentieri un assestamento del quadro normativo – che, con il senno di poi, non sarebbe arrivato in tempi brevi – dall’altro le diverse anime del vaping erano in costante polemica tra di loro, infuocando le piattaforme social di riferimento. Per evitare scontri, era indubbiamente preferibile un evento prettamente commerciale senza conferenze o interventi dei leader del settore, ma non era quello che avevamo in mente. Eravamo convinti e pronti a scommettere che di fronte ad un evento ben organizzato, gli animi si sarebbero calmati ed avremmo potuto assistere ad un confronto costruttivo.

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Mosè Giacomello accoglie il primo visitatore della prima edizione di Vapitaly

Oramai l’edizione di maggio, originariamente pianificata, era impossibile da realizzare. Decidemmo quindi di fissare una nuova data nel mese di novembre. Le associazioni erano focalizzate nell’organizzare una manifestazione a Roma, di fronte al Ministero dell’economia. La manifestazione si tenne ai primi di luglio. Fu proprio in quell’occasione che nacque il rapporto e la collaborazione con Sigmagazine che non sono mai tramontate.
Era tutto pronto. Il Palaexpo di VeronaFiere si vestì dei colori Vapitaly. Quel 21 novembre 2015, l’immagine di una ragazza in un campo di papaveri era pronta ad accogliere i visitatori della prima fiera del vaping italiana. Nei due giorni precedenti gli allestitori e gli espositori avevano lavorato alacremente per creare gli stand e riempirli del meglio della produzione italiana ed estera. Il livello qualitativo si vedeva sin da subito: creatività italiana che nulla ha da invidiare agli eventi esteri. Ma i vaper ci sarebbero stati? Non avevo il coraggio di scendere all’ingresso per vedere se c’era la fila oppure no. Fermammo la prima persona che saliva velocemente le scale: il primo visitatore del primo Vapitaly, il riconoscimento era meritato! In breve tempo i corridoi si riempirono. Ma fu l’atmosfera a sorprendere: persone allegre che si salutavano come vecchi amici che non si vedevano da tempo. Eppure si conoscevano soltanto sui social! Le ruggini, le animosità, le contrapposizioni, tutte scomparse. Soltanto la voglia di vivere il mondo del vaping.
Due giorni, quattro conferenze. Si partì con il tema salute, argomento caro a Vapitaly e mai fatto passare in secondo piano in questi anni, che vide la partecipazione dell’Istituto superiore di sanità, per passare alle tematiche normative e di sicurezza, fino al problema della comunicazione e della pubblicità. Non mancò uno spazio di confronto tra i principali attori del settore.

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Mosè Giacomello con Patrizia Cavalli e Chiara Iuni, staff organizzativo

2016 Due edizioni
Maggio avrebbe dovuto essere e maggio sarà! Dopo solo sei mesi, la nuova edizione di Vapitaly si svolse nel padiglione 4 di Veronafiere. Raddoppiarono gli espositori, soprattutto quelli stranieri e raddoppiarono anche i visitatori. In breve tempo Vapitaly era entrato nel circuito delle fiere europee in cui ci si deve essere. Anche l’Italia aveva la sua manifestazione, il suo punto di riferimento in cui il settore si incontra e presenta le ultime novità. Cambiava anche il format con due giorni aperti a tutti ed il lunedì riservato agli operatori di settore e venne confermata la struttura degli eventi con due conferenze al giorno.
Finita una fiera, la stanchezza è superata dalla soddisfazione del risultato. I giorni – e le notti – interminabili di lavoro, telefonate, contatti ed attività perché tutto sia pronto per tempo, sono subito dimenticati. Che fare ora? Aspettiamo il prossimo anno per aprire nuovamente i cancelli? Cerchiamo nuove idee, nuovi modi per coinvolgere il mondo del vaping, per condividere con migliaia di utenti ed operatori le nostre passioni. Mentre si ragionava su un format dedicato agli operatori, che sarà implementato l’anno successivo, ecco l’idea di una grande festa di piazza: nasce così VapitalyCityFest! E dove fare una festa del vaping se non nella città della Dolce vita? Roma, nel quartiere di Testaccio, ospita questa edizione speciale. Niente conferenze, solo vaping, musica e buon cibo. Roma: gioie e dolori per chiunque voglia organizzare un evento, per di più all’aperto! Scioperi dei mezzi, difficoltà burocratiche, timori per la pioggia sono alcuni dei problemi che abbiamo dovuto affrontare. Gli espositori raccolsero la sfida: musica e spettacoli furono iniziative nate in collaborazione con alcuni di loro (come dimenticare il burlesque?). Per la prima volta fece capolino lo street food di qualità che poi ci avrebbe seguito anche in altre edizioni. Fu forse l’edizione più complessa da organizzare, ma che ha dato altrettante soddisfazioni. Un evento che rimane nel cuore e che vorremmo un giorno ripetere.

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Il sottosegretario Benedetto Della Vedova (al microfono) con l’onorevole Gianpiero Dalla Zuanna (a sinistra) e il professore Riccardo Polosa (a destra)

2017 Nasce il PRO
Dopo il successo dell’edizione precedente, le richieste di stand nel 2017 andarono oltre le previsioni e ci trovammo ad occupare parzialmente un padiglione e mezzo. A tagliare il nastro arrivò il sottosegretario agli Affari esteri Benedetto Della Vedova. Quaranta metri quadri di ledwall fecero da sfondo al palco su cui si alternarono le conferenze. Tra influencer, esperti del settore e rappresentanti del governo, con momenti dedicati alle aziende ed alle attività promozionali, la regia non ebbe mai un attimo di tranquillità. Ma fu anche l’anno che vide la nascita della serata dedicata agli espositori: un momento di relax dopo una giornata di fiera affollata di visitatori, un momento per chiacchierare e scambiarsi opinioni con un buon bicchiere di vino in mano. Il 2017 fu anche l’anno dell’evento dedicato agli operatori. L’hotel Ergife, storica sede romana di eventi, concorsi e convegni, ospitò la prima edizione di VapitalyPRO. Due giorni interamente dedicati ai negozianti ed agli operatori del vaping. Tutte le sale convegni erano riempite di aree espositive. Soltanto la sala Orange venne riservata per la formazione. Sette workshop in due giorni, tutti frequentatissimi con i duecento posti a sedere sempre pieni. Dalla gestione del negozio al rapporto con i clienti, dalla pubblicità alla normativa, passando per la salute furono molti gli argomenti toccati dagli esperti durante la due giorni. Da questo momento VapitalyPRO diventerà appuntamento fisso dell’autunno romano.

2018 Sempre più grande
Fu la cannabis a irrompere nei padiglioni di Vapitaly nel 2018. Crebbe lo spazio espositivo ma crebbe anche la necessità di trovare alternative e complementi a questo settore costantemente martoriato dalle imposte. Anche all’interno dei convegni l’argomento cannabis trovò spazio con esperti del settore, sia dal punto di vista salute che normativo. I liquidi di ricarica seguirono questa nuova tendenza e ad ogni angolo del padiglione era possibile trovare liquidi al Cbd. Anche VapitalyPRO crebbe. L’edizione 2018 aprì la collaborazione con FieraRoma, nuova sede più adatta alle dimensioni dell’evento. Era ancora un momento di grande attesa: il nuovo governo promise un sostanziale intervento sull’imposta di consumo per i liquidi da inalazione ed il settore attendeva con il fiato sospeso la nuova legge finanziaria.

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L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini firma il muro del #maggiorvapore

2019 Un ministro a Vapitaly
Non furono deluse le aspettative di vaper e operatori del settore: la legge finanziaria decretò una significativa riduzione dell’imposta di consumo e si potè tornare a respirare! Ospite d’onore di Vapitaly 2019 fu il Ministro dell’interno Matteo Salvini che si era speso fin dal primo giorno del nuovo governo per ottenere il risultato. Fu un tripudio di folla: tutti volevano stringere la mano e farsi un selfie con il Ministro. Ma fu soprattutto un riconoscimento per il settore del vaping. Le istituzioni riconoscevano l’importanza del tema della riduzione del rischio e lo confermavano con la presenza a questa edizione di Vapitaly. La normativa era cambiata, nuove sfide attendevano gli operatori del settore. E per questo motivo Roma diventava nuovamente centro della formazione dedicata ai negozianti. Sul palco centrale di VapitalyPRO si alternarono i relatori e gli esperti per chiarire dubbi, fornire informazioni e strumenti al fine di muoversi al meglio nel quadro normativo attuale. Ancora una volta era fondamentale la collaborazione con le associazioni di settore.

E poi?
Il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno di Milano ma il covid ha fermato tutto, anche il mondo fieristico e dei convegni. Niente Vapitaly e niente VapitalyPRO, la fiera ha seguito i percorsi digitali. Dal 13 al 15 giugno i visitatori si sono potuti aggirare per le strade di Vapitaly Virtual, consultando il materiale messo a disposizione dagli espositori e chattando con loro. Certo, non era come essere lì in carne ed ossa, ma non sono mancati i convegni e gli approfondimenti. Insomma, ce l’abbiamo messa tutta! Anche il 2021 vede cancellata la tradizionale edizione di maggio. Al momento non ci sono ancora certezze ma si continua a lavorare per organizzare l’edizione autunnale. Speriamo che questa pandemia ci lasci finalmente spazio per poterci incontrare e tornare a sorridere assieme per quello che è la vera festa del vaping in Italia.

(tratto da Sigmagazine #26 maggio-giugno 2021)

L’autore: Mosè Giacomello è presidente di Vapitaly

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Questo articolo è stato importato in modo automatico da Sigmagazine

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