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Tpd, lo Scheer pubblica il parere definitivo sulle sigarette elettroniche


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Non si può certo dire che il parere definitivo sulle sigarette elettroniche del Scientific committee on health, environmental and emerging risks (Scheer) della Commissione europea sia favorevole al vaping. Ma di certo un miglioramento rispetto alla bozza, pubblicata lo scorso settembre e sottoposta alle osservazioni dei cittadini tramite consultazione pubblica, c’è stato. Ricordiamo che il parere dello Scheer è richiesto dalla Commissione in vista della revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco (Tpd) e contribuirà ad indirizzarla. Si tratta dunque di un contributo importante e infatti la partecipazione alla consultazione da parte associazioni del settore e scienziati era stata massiccia. Il Coehar di Catania aveva addirittura pubblicato uno studio rilevando “errori e omissioni del Comitato.
Cosa è dunque cambiato rispetto alla bozza nella versione definitiva, datata 16 aprile ma resa pubblica oggi? Grazie ai 691 commenti da parte di 128 organizzazioni, lo Scheer ha modificato da “forti” a “moderate” le evidenze che l’e-cigarette causi effetti sistemici a lungo termine sul sistema cardiovascolare. Anche la valutazione delle evidenze che il vaping introduca i minori al fumo viene mitigato. Erano “forti” nella bozza (con l’avvertenza che ci si basava quasi esclusivamente su studi americani) e diventano “moderate” nella versione definitiva. Rimane, invece, il giudizio di “forti” per le evidenze che la nicotina nei liquidi sia coinvolta nello sviluppo della dipendenza e che gli aromi contribuiscano significativamente a rendere il vaping attraente nei giovani.
consumatore-generica.jpgPer il resto, il documento resta fedele alla versione provvisoria. Secondo lo Scheer, il complesso delle evidenze dei rischi di danno irritativo locale al tratto respiratorio, dovuta all’esposizioni a polioli, aldeidi e nicotina, è moderato. Tuttavia l’incidenza riportata di questo problema è bassa. Cioè si verifica con una frequenza statistica bassa. I rischi di cancerogenicità del tratto respiratorio, dovute all’esposizione a lungo termine cumulativa alle nitrosamine e all’esposizione a acetaldeide e formaldeide sono da deboli a moderate. Le evidenze di rischi di effetti avversi, in particolare di cancerogenicità, dovute ai metalli presenti negli aerosol sono deboli.
Rimane la valutazione di forte per i rischi di avvelenamento e di lesioni dovute a bruciature o esplosioni, ma anche in questo caso l’incidenza riportata è bassa, e la mancanza di dati sufficienti per valutare altri effetti avversi sulla salute, comprese le malattie polmonari o rischi posti specificatamente dagli aromi. Per le persone esposte al vapore passivo, il Comitato conferma come moderate le prove a sostegno di danni irritativi locali del tratto respiratorio e da deboli a moderate quelle di effetti al sistema cardiovascolare e quelli cancerogeni.
Sconfortante è anche la conferma delle valutazioni delle evidenze scientifiche sul ruolo della sigaretta elettronica per cessare l’uso di prodotti tradizionali per il fumo di tabacco. Le evidenze che aiuti a smettere sono giudicate deboli, mentre quelle che contribuisca a ridurre il fumo sono da deboli a moderate. In realtà lo Scheer annovera alcuni studi con risultati diversi, come quello di Peter Hajek del 2019 e addirittura la revisione Cochrane dello scorso ottobre, ma non li giudica abbastanza indicativi. “Mancano dati longitudinali solidi sull’effetto delle sigarette elettroniche sulla cessazione del fumo – si legge nel documento – Fino a quando tale ricerca non sarà disponibile, si dovrebbe considerare che le sigarette elettroniche supportino la cessazione del fumo solo per un periodo di tempo limitato e sotto supervisione”.
Insomma, rispetto alla bozza preliminare qualcosa è cambiato ma è sinceramente troppo poco e non altera il risultato finale. Lo Scheer ancora una volta non concede nulla alla riduzione del danno e del rischio da fumo e si arrocca su principi improntati alla massima precauzione.

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