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Le sigarette elettroniche sono un bene prezioso: rilasciano nicotina senza combustione


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Gli strumenti a rischio ridotto sono del 95% meno dannosi rispetto alle sigarette convenzionali. Per chi non riesce a smettere di fumare da solo, passare a prodotti senza combustione consente di ridurre i danni fumo correlati e nel mondo questo consente di salvare milioni di vite. Questo è il principio su cui si basa la teoria scientifica della riduzione del danno (harm reduction). Sul tema è bene fare chiarezza affrontando diversi falsi miti. Il primo: che ruolo ha la nicotina nei danni provocati dal fumo di sigaretta convenzionale? La risposta della scienza è: “Si muore per le sostanze tossiche sprigionate durante il processo di combustione, non per la nicotina”. Il paper “Tobacco Harm Reduction in the 21st century” realizzato dalla ricercatrice Renée O’Leary e dal professore Riccardo Polosa, pubblicato lo scorso luglio, offre una visione a 360 gradi della dipendenza da tabacco e delle sfide che i ricercatori nel campo dell’harm reduction sono impegnati ad affrontare. “Non vi è dubbio – dice Polosa – che i sistemi a rilascio di nicotina senza combustione siano un bene prezioso, realistico e molto meno dannoso nella lotta contro il fumo. Una ricerca di buona qualità diventerà sempre più importante per stabilire tollerabilità, sicurezza, efficacia e potenziale di riduzione del danno di queste nuove tecnologie e per aggiungere credibilità al paradigma di riduzione del danno da tabacco. L’innovazione tecnologica sta già apportando miglioramenti significativi non solo nella sfera della qualità, ma anche per quanto riguarda efficacia e sicurezza”.
Nicotiana-Benthamiana.jpgSondaggi effettuati negli anni e in parti diverse del mondo hanno dimostrato che la maggior parte delle persone intervistate sull’argomento credeva che fosse la nicotina il fattore di rischio. Il 38% degli intervistati credeva che la nicotina fosse un fattore di rischio per l’infarto e l’ictus, il 50% la riteneva un fattore di rischio moderato per le stesse patologie. Il 40% credeva che la nicotina fosse la causa dei tumori correlati al fumo. La comunità scientifica da sempre dibatte su questo tema ed è molto importante che chi fornisce servizi sanitari sia preparato sull’argomento, proprio per evitare che passi una comunicazione sbagliata. Se analizzassimo la nicotina, sapremmo che è uno stimolante ed è il principale componente della pianta del tabacco. Si trova in quasi tutti i prodotti a base di tabacco, ma anche in diversi tipi di medicinali, come quelli che vengono utilizzati dai centri antifumo e nei percorsi di smoking cessation, si pensi alle gomme o ai cerotti. La nicotina può avere anche degli effetti positivi, utile nella gestione di patologie depressive. Quand’è, allora, che bisogna fare attenzione? La nicotina è velenosa se assunta in elevate concentrazioni e può aggravare lo stato di salute quando un individuo presenta già dei problemi. Se assunta durante la gravidanza risulta molto dannosa e può causare danni al feto. La nicotina crea dipendenza? Sì, certamente. Questo è, infatti, uno dei fattori più complessi per chi prova a smettere di smettere. Il grado di dipendenza da nicotina dipende dalla velocità con cui viene introdotta nell’organismo e raggiunge il cervello. Nei fumatori l’assunzione avviene rapidamente e questo è ciò che causa la dipendenza a tutti gli effetti. Naturalmente questo processo non avviene durante le terapie dei centri antifumo. In quel caso la nicotina viene rilasciata a dosi, gradualmente.
Quando si parla di catrame si intende tutta una serie di sostanze che si trovano nelle sigarette tradizionali. Queste sostanze, più di 90, a causa della combustione rilasciano particelle che cambiano la loro composizione e diventano molto pericolose. A differenza della nicotina che ha un effetto immediato, gli effetti negativi del catrame non si riscontrano subito. Motivo per cui i danni sono visibili solo dopo anni di fumo di sigarette. Ecco perché è molto importante chiarire che la nicotina non è cancerogena e non provoca danni ai polmoni, mentre il catrame aspirato dopo la combustione, porterebbe varie malattie tumorali. Le barriere socio-culturali ed economiche, tra cui tasse elevate e percezioni sbagliate sulla nicotina, hanno influenzato negativamente la comunicazione sul fronte degli strumenti a rischio ridotto – tra cui le sigarette elettroniche – e questo ha impedito che tali prodotti fossero accessibili a tutti. Non vi è ormai dubbio che queste nuove tecnologie siano un bene prezioso, in quanto principale valida scelta per coloro che vogliono smettere di fumare.

L’autore: Martina Rapisarda è copywriter, esperta in strumenti di riduzione del danno da fumo.

(tratto dalla rivista bimestrale Sigmagazine #25 marzo-aprile 2021)

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