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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dall’11 al 17 aprile


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UsaStudio: quantità di nicotina ed ecig, buone notizie anche per gli utilizzatori duali
Parliamo di una ricerca finanziato dal National Institutes of Health della Food and drug administration degli Stati Uniti, quindi libero da sospetti sui risultati. E ha suscitato molto clamore. Si tratta di uno studio randomizzato controllato condotto da un team di ricerca americano, intitolato “Effect of an Electronic Nicotine Delivery System with 0, 8, or 36 mg/ml Liquid Nicotine Versus a Cigarette Substitute on Tobacco-Related Toxicant Exposure: a Randomised Controlled Trial”, e pubblicato su the Lancet Respiratory Medicine. Il risultato cui sono giunti i ricercatori americani è che l’uso di sigarette elettroniche che somministrano una quantità di nicotina simile a quella delle sigarette tradizionali è associato a una esposizione ridotta alle principali sostanze chimiche cancerogene presenti nel tabacco, anche se si continua a fumare. La ricerca, basata su 520 partecipanti, fornisce ai consumatori utili informazioni sull’uso duale, una fase che attraversano la maggior parte dei fumatori quando passano al vaping. Dettagli, metodologia e usi di questo studio nell’approfondimento di Sigmagazine.

Più nicotina nell’e-cigarette, minore esposizione a cancerogeni nei dual user

 

TaiwanVerso il divieto di sigarette elettroniche alla nicotina dalla seconda metà del 2021
L’Asia resta un continente difficile per lo svapo. Taiwan potrebbe vietare i dispositivi elettronici alla nicotina (ENDS) nella seconda metà del 2021. Lo rivela il The China Post. Secondo quanto riferito dal quotidiano, il Dipartimento della salute del governo della città di Taipei ha redatto progetti di emendamento alla legge sulla prevenzione dei rischi di tabacco, che sono stati già inviati al parlamento per l’approvazione. Le modifiche proposte vietano la produzione, l’importazione, la vendita, la fornitura, l’esposizione, la pubblicità di dispositivi per lo svapo e nuovi prodotti del tabacco. L’Health Bureau di Taiwan è impegnato da tempo in una campagna contro le sigarette elettroniche anche con motivazioni grottesche: sarebbero utilizzate per assumere anfetamine e marijuana e sarebbero pericolose per i rischi di esplosione.

AsiaRapporto Gsthr: politiche antifumo fallite, ora puntare su strumenti di riduzione del danno
E sempre sull’Asia cade a pennello il rapporto del Global State of Tobacco Harm Reduction (Gsthr) pubblicato proprio in settimana che si occupa di riduzione del danno da fumo nel continente. Con 743 milioni di fumatori e quattro milioni di morti all’anno dovute al consumo di tabacco combusto, l’Asia conta quasi la metà dei decessi globali per fumo. Dato che certifica il fallimento delle politiche di controllo del tabacco seguite finora e che richiederebbe soluzioni pragmatiche alternative. Come quelle di puntare sugli strumenti di riduzione del danno da fumo – sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco – che potrebbero portare molti benefici ai cittadini asiatici, consentendo ai fumatori e agli utilizzatori di tabacco orale di passare a prodotti con nicotina più sicuri. Su Sigmagazine il resoconto più dettagliato del rapporto.

Sigarette elettroniche, una questione scottante per i fumatori asiatici

 

GermaniaLa pandemia favorisce uso e abuso di fumo e alcol e penalizza le meno dannose ecig 
Secondo i dati dell’ufficio tedesco per la dipendenza (Deutsche Hauptstelle für Suchtfragen, DHS) elaborati per l’annuale rapporto sulla dipendenza, in tempo di pandemia i tedeschi hanno consumato più prodotti del tabacco e alcolici, mentre i prodotti alternativi come le sigarette elettroniche hanno sofferto per le disposizioni di chiusura per i lockdown. Numeri precisi, in verità, ci sono solo per quanto riguarda il tabacco, sul resto ci si affida a sondaggi tra consumatori e commercianti. Nell’anno pandemico 2020, i tedeschi hanno speso circa 28,8 miliardi di euro in prodotti del tabacco, un aumento del 5% rispetto all’anno precedente, invertendo una tendenza lenta ma costante a una riduzione del consumo di tali prodotti. Stessa tendenza, probabilmente ancora più forte, per l’uso di alcol, consumato per di più in isolamento e non in compagnia. Preoccupata la reazione dell’Associazione per l’alternativa senza fumo (Bundesverband Rauchfreie Alternative, BVRA), organismo indipendente di rappresentanza degli interessi dei vapers. “L’aumento del consumo di tabacco non è affatto una sorpresa”, ha scritto l’associazione, “il commercio di prodotti alternativi al fumo, come le sigarette elettroniche, soffrono enormemente le condizioni imposte durante la pandemia, mentre sigarette e altre forme di consumo del tabacco restano facilmente disponibili ovunque”.

Germania: con il covid più fumo e alcol, meno sigarette elettroniche

 

GermaniaChirurghi cardiovascolari: l’ecig aiuta nella prevenzione contro il fumo
Torna sul tema della sigaretta elettronica per sostenerne l’utilizzo per i fumatori Martin Storck, chirurgo vascolare, docente all’Università di Friburgo e direttore della clinica di chirurgia vascolare e toracica presso Städisches Klinikum di Karlsruhe. E lo fa dal podio dell’87esimo Congresso annuale della Società tedesca di cardiologia che si è svolto lo scorso fine settimana a Mannheim, nel land sudoccidentale del Baden-Württenberg. “Per coloro che non vogliono o non riescono a smettere di fumare, i prodotti alternativi come le sigarette elettroniche e i riscaldatori di tabacco rappresentano un passo per ridurre il rischio e allontanarsi dai composti particolarmente dannosi per i vasi sanguigni, derivanti dalla combustione del tabacco”, ha detto Storck, criticando anche la tassa sulla sigaretta elettronica che il governo introdurrà dal prossimo anno. E infine ha sollecitato i medici ad approfondire i nuovi metodi per smettere di fumare: la cessazione del fumo è un tema fondamentale nella medicina cardiovascolare in generale ed è sempre più riconosciuto come tale dai cardiologi.

Malattie cardiovascolari: sigaretta elettronica utile alla prevenzione

 

Gran Bretagna –  Le istituzioni sanitarie internazionali riconoscano l’ecig come strumento a rischio ridotto
La lotta al Covid ha segnato rivincita del sistema sanitario britannico, che ha affrontato con le difficoltà comuni a quelle di altri Paesi la sfida drella pandemia, ma sta riuscendo a venirne fuori prima di altri grazie allo sforzo congiunto di ricercatori, medici, industria dei vaccini e mondo politico. È dunque rassicurante che proprio la Gran Bretagna rappresenti la punta di diamante nelle politiche di prevenzione contro i danni da fumo e negli studi sull’impatto dei nuovi strumenti di somministrazione alternativa della nicotina, particolarmente indicati nei confronti dei fumatori incalliti. Sigmagazine fa il punto del dibattito Oltremanica, da dove si intensificano le pressioni affinché le istituzioni sanitarie internazionali riconoscano ufficialmente l’ecig uno strumento a rischio ridotto.

“La sigaretta elettronica è una grande opportunità, non bisogna più aspettare”

 

UsaStudio: un boomerang i divieti di svapo in aggiunta a quelli di fumo sui posti di lavoro
Affiancare sui posti di lavoro il divieto di svapo a quello del fumo, assecondando la logica scientificamente smentita di un’equiparazione fra i due sistemi, porta a ridurre il numero dei vapers recenti e di conseguenza a diminuire il numero di coloro che proprio attraverso l’ecig riescono a smettere di fumare. È il risultato di uno studio realizzato da Abigail S. Friedman, Jon F. Oliver e Susan H. Bush del Department of Health Policy and Management della Yale School of Public Health a New Haven negli Stati Uniti e intitolato “Adding vaping restrictions to smoke‐free air laws: associations with conventional and electronic cigarette use”. La ricerca si è focalizzata sugli effetti prodotti dai divieti allo svapo che alcuni Stati americani hanno introdotto in aggiunta ai già esistenti divieti di fumare. I risultati hanno rivelato il boomerang. Mentre il divieto di fumare sui luoghi di lavoro aveva prodotto una significativa riduzione sia del fumo che del vaping recente e un aumento delle cessazioni, l’aggiunta del divieto di svapo non ha prodotto un’ulteriore diminuzione degli svapatori recenti e ha quasi dimezzato le cessazioni. Lo studio è stato  pubblicato sulla rivista Addiction. L’approfondimento di Sigmagazine.

Vietare la sigaretta elettronica sul luogo di lavoro non fa smettere di fumare

 

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