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Sigarette elettroniche, perplessità anche di Philip Morris sulle regole scritte da Adm


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Le nuove regole stabilite dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli circa la produzione, distribuzione e vendita dei prodotti liquidi da inalazione hanno creato grande confusione tra i player di settore. La norma è imprecisa in vari passaggi mentre, laddove sia chiara, appare difficile poterla applicare. Proprio per questo l’industria sta pressando l’Amministrazione al fine di ottenere quanto prima le risposte a tutti i quesiti ancora aperti. L’ultima in ordine di tempo ad intervenire è Philip Morris Italia, presente sul mercato con tutti i prodotti da fumo e, recentemente, anche con una sigaretta elettronica. Nello specifico, Pmi solleva perplessità sulle modalità di vendita a distanza (web) e sulla possibilità di applicare il contrassegno di stato in tempi brevi.
Per quanto riguarda il riconoscimento dei consumatori all’atto degli acquisti online, chiede se “l’esibizione del Codice Fiscale o Tessera Sanitaria sia ritenuta idonea, in linea con quanto previsto dalla normativa per i distributori automatici per la vendita al pubblico di prodotti del tabacco” oppure se “in sostituzione dell’esibizione del documento di identità, possa essere ritenuto comunque idoneo un processo che si basi sull’inserimento del numero di Codice Fiscale e successiva verifica dell’esistenza e validità dello stesso, mediante consultazione di apposite banche dati. Tale meccanismo risulta essere già utilizzato da diversi operatori, anche nel settore dei prodotti liquidi da inalazione senza combustione, e presenta il vantaggio di mitigare possibili rischi e complessità – sotto il profilo della tutela dei dati personali – derivanti dalla raccolta e conservazione di copia dei documenti di identità”.
E aggiunge, poi, un ulteriore elemento di incertezza, legata questa volta alla fattibilità di alcuni obblighi imposti da un recente Direttoriale: “Al fine di garantire un’attuazione il più possibile celere delle disposizioni in materia di contrassegni di legittimazione da applicare sui singoli condizionamenti dei prodotti liquidi da inalazione, si rappresenta l’opportunità che le richieste di contrassegni trasmesse dalle manifatture siano processate ed evase nel più breve tempo consentito. Con riferimento all’obbligo previsto dall’articolo 7 di integrare i “documenti di accompagnamento della merce, rispettivamente, con il numero di lotto e la data di produzione, riportati nel medesimo registro di carico, scarico e rimanenze dei prodotti finiti, ovvero con i riferimenti alla documentazione commerciale e contabile relativi all’ordine, ivi inclusi il numero di lotto e la data dell’ordine” relativamente ai prodotti non conformi alle disposizioni in materia di contrassegni di legittimazione della circolazione e di avvertenze esclusivamente in lingua italiana, fabbricati ovvero ordinati in data anteriore al 1° aprile 2021, si fa presente che ad oggi le informazioni relative al numero di lotto ed alla data di produzione non fanno necessariamente parte del novero di informazioni trasmesse dal produttore al distributore al momento della vendita e spedizione dei prodotti. Alla luce di ciò, si rappresenta che l’adempimento del citato obbligo potrebbe essere di difficile implementazione da parte dei soggetti autorizzati”.

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Salve

Tale meccanismo risulta essere già utilizzato da diversi operatori, anche nel settore dei prodotti liquidi da inalazione senza combustione, e presenta il vantaggio di mitigare possibili rischi e complessità – sotto il profilo della tutela dei dati personali – derivanti dalla raccolta e conservazione di copia dei documenti di identità”.

esattamente quello che ho contestato a tutti i venditori online che mi hanno chiesto il documento personale. Si scivola nella violazione della GDPR. Eravamo tanto preoccupati per la petizione europea, non ci sfiora una domanda per acquistare liquidi? 

Capisco che i venditori forse dovranno sostenere spese di programmazione, ma tant'è: sono le regole. 

Mi dispiace, tuttavia, se volevano creare difficoltà  al mercato online, ci sono riusciti. La tutela dei minori non c'entra. Mio nipote di 17 anni, 11 mesi e 29 giorni potrebbe benissimo sottarmi le credenziali e acquistare tranquillamente. Inoltre si complica l'acquisto a chi non usa nicotina. 

Ho letto che come in Germania, per esempio, saranno coinvolti anche i corrieri che si dovranno accertare di consegnare il pacco a una persona maggiorenne previo esibizione dei documenti;  ovviamente non lo faranno gratis. E cosi si innalzeranno i limiti di spesa per l'invio gratuito.

Che ristrettezza mentale, che pochezza, che visione limitata in tutto ciò.

:31_neutral_face:

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