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“Italia unico Paese europeo dove i liquidi per sigaretta elettronica costano più delle sigarette”


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L’audizione organizzata dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli a seguito dei tre nuovi direttoriali non ha dato grandi certezze ai rappresentanti della filiera. Se non altro perché l’amministrazione si è limitata ad ascoltare i dubbi, senza fornire alcuna risposta. Che, come preannunciato dal direttore Minenna, saranno invece contenute nelle Faq in fase di redazione. Pierre Siclari (Smooke France) è tra i primi ad esternare pubblicamete le sue uleteriori perplessità. “Chiediamo ad Adm – spiega Siclari – che le nuove misure vengano fatte in maniera equa rispetto al mercato del tabacco tradizionale e non in maniera equivalente, visto che il mercato da inalazione fattura, annualmente, tra il 5 e il 7 per cento rispetto al multimiliardario mercato del tabacco tradizionale. Le nostre risorse non sono le stesse e per questo motivo l’adozione di qualsiasi misura che sia già stata applicata al mercato del tabacco tradizionale potrebbe mettere in pericolo le aziende e gli operatori italiani che operano nel settore dei prodotti da inalazione, già indebolito a partire dal quarto trimestre del 2019. Molte sono state le critiche che ho sentito e che anche io personalmente ho fatto nei confronti dell’Agenzia dei Monopoli; ma una cosa è certa, se le misure non vengono fatte in maniera più equa, dato anche il periodo emergenziale che stiamo vivendo, si rischia di lasciare il monopolio del mercato da inalazione nelle mani di pochi, oppure a società estere.

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Fotografia: Agenzia Dogane e Monopoli

Mai come in questo difficile periodo è necessaria un’opportuna collaborazione tra l’agenzia e fgli operatori. Ho quindi chiesto all’Adm, qualora fosse possibile, di rivedere le misure utilizzate per il calcolo della tassa con una più giusta proporzione tra sigarette tradizionali e liquidi da inalazione; ad oggi 1 millilitro di liquido corrisponde a 5,66 sigarette. Considerando che un grande fumatore raggiunge le 40 sigarette giornaliere, mentre un grande svapatore raggiunge i 15/20 ml di liquido giornaliero, quest’ultimo, nonostante un utilizzo simile, si troverà a pagare una tassa più elevata rispetto al primo, corrispondente a circa 95/110 sigarette. Così facendo, saremo l’unico paese in Europa dove il costo di un flacone di liquido è pari al doppio di quello di un pacchetto di sigarette tradizionale; ad oggi, nella maggiore parte dei Paesi europei, un flacone costa 5 euro mentre un pacchetto di sigarette può andare oltre i 10 euro. Ricordiamoci che negli ultimi 3-4 anni vari negozi hanno già visto almeno dimezzare i loro ricavi poiché il prezzo alla vendita non è mai stato cambiato mentre la tassa è aumentata. Costringere queste piccole imprese, spesso a conduzione familiare, a distruggere i prodotti giacenti senza contrassegno non venduti ma pagati oltretutto con tassa di consumo e iva, anche se non scaduti, segnerà un duro colpo per tutti, e un alto rischio di fallimento per le imprese più piccole.

Schermata-2021-02-05-alle-10.21.20.pngUn’ulteriore richiesta fondamentale è che dal 1° settembre 2021, una volta che tutti i flaconi avranno i contrassegni di legittimazione, si possa dare la possibilità a tutti i negozi di vendere on line anche senza essere deposito fiscale, poiché si tratta di uno strumento fondamentale per potere entrare in concorrenza con i vari negozi esteri che già hanno questa possibilità, almeno fino a quando non si avrà una chiara normativa nell’ambito europeo. Desidererei anche avere un chiarimento per l’articolo 5 della vostra informativa del 29 marzo riguardo le modifiche chieste per le avvertenze sui prodotti: saranno obbligatorie a partire da che data? Vorrei poi che venga rivisto il punto 3 e 5 dell’articolo 7 della vostra determinazione direttoriale del 29 marzo per permettere ai negozi, la vendita dei prodotti acquistati prima del 31 agosto 2021 senza contrassegno di legittimazione almeno per ulteriori 12 mesi o fino alla loro scadenza. Infine – conclude Siclari –  vorrei che spiegaste cosa significa la locuzione “non scambiare con altri soggetti” contenuta nel punto 6 dell’articolo 2 della vostra determinazione direttoriale del 29 marzo: la vendita tra depositi fiscali deve essere fatta dunque con contrassegni di legittimazione o senza?“.

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