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In Inghilterra funziona la politica su sigarette elettroniche e minori


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In Inghilterra non esiste un’emergenza per la diffusione della sigaretta elettronica fra i giovani. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Public Health England, l’agenzia del Ministero della salute britannico, pubblicato ieri. Il documento, intitolato “Vaping in England: an evidence update 2021”, dedica alla delicata questione un’intera sezione, analizzando i dati dell’Itc Youth survey (condotto su 16-19 enni) e dell’Ash-Youth survey (campione 11-18 anni), relativi rispettivamente a settembre 2019 e marzo 2020. Prima di guardare i numeri, è bene specificare chi viene definito current user, cioè un utilizzatore di e-cigarette. Per Ash è chiunque usi la sigaretta elettronica almeno una volta al mese; Per l’Itc Youth survey è un utilizzatore chi abbia svapato almeno dieci volte nella vita e abbia utilizzato l’e-cig nei trenta giorni precedenti il rilevamento.
report-phe-300x192.jpgTenendo a mente queste definizioni, secondo Ash la prevalenza di chi svapa almeno una volta al mese è pari al 4,8% e per il secondo sondaggio, condotto su persone più grandi, al 7,7%. È interessante andare a consultare anche il dato disaggregato, disponibile per la prima rilevazione, per capire meglio come è distribuito l’uso. Fra gli 11 e i 15 anni, infatti, la percentuale di chi non ha mai provato la sigaretta elettronica è altissima, pari al 91,5%. Il 4,5% l’ha solo provata, lo 0,6% è un ex utilizzatore e il 2,4% un current user. L’uso cresce con l’età, arrivando all’8,7% nei diciottenni. Anche fra questi c’è una buona percentuale di persone che non ha mai usato l’e-cig (66,2%) o che l’ha solo provata (22,3%).
Fondamentale anche notare, questa volta per tutte le fasce di età prese in considerazione, il rapporto col fumo degli utilizzatori di e-cigarette. Ben più della metà, il 60,7%, è anche fumatore (42,4%) o ex fumatore (18,3%), mentre un ulteriore 7,9% aveva comunque provato il fumo. A non aver mai fumato prima è dunque solo lo 0,8% dei current user di sigaretta elettronica. Questa correlazione fra status di fumatore e vaping si ritrova anche nell’indagine dell’Itc, tanto che il Phe conclude che “la maggior parte dei giovani che non ha mai fumato non ha mai nemmeno svapato”. Sottolineando che in entrambi i sondaggi “una buona percentuale di persone che ha provato o sperimentato il vaping ha anche fumato”.
sigaretta-elettronica-generica-300x184.jLa maggior parte dei minori ha usato la sigaretta elettronica “solo per provare”, per divertimento o perché le piaceva il gusto, mentre l’11,9% dei vaper nella fascia di età 11-18 anni usa l’e-cig per smettere di fumare. Anche fra i giovani i dispositivi più diffusi sono quelli ricaricabili, anche se in misura minore rispetto agli aduti: lo usa il 49,1% degli utilizzatori. I liquidi preferiti sono quelli fruttati, seguiti da menta e mentolo e cremosi e meno della metà (43%) usa nicotina. Più della metà degli utilizzatori fra i 16 e i 19 anni, il 58,2%, non si sente dipendente dalla nicotina.
Come si procurano le sigarette elettroniche i minori? Il 31,5% dichiara di aver ricevuto il dispositivo da un amico e il 9,4% da un genitore. È invece un preoccupante 74,8% a dichiarare di averlo acquistato in qualche modo, nonostante il divieto di vendita ai minori di 18 anni (cosa che fra l’altro accade anche per le sigarette di tabacco): da un amico (16%), in negozio (14,1%), su internet (12,4%), nei mercatini (9,6%) o in altri posti.
Per questo, nonostante il quadro generale non sia preoccupante e riporti solo uno 0,8% di minori che svapano senza aver mai fumato, Public Health England insiste sulla necessità di far rispettare meglio le norme sulla vendita ai minori. Ma la via intrapresa dall’Inghilterra sembra aver dato i suoi frutti nella protezione di più giovani. “Giustamente da quando le sigarette elettroniche sono comparse come alternativa al fumo – commenta Deborah Arnott, direttore di Ash – il governo ha cercato di trovare un equilibrio tra aiutare i fumatori a smettere e proteggere i bambini. Come mostra la nostra ricerca ASH inclusa nel rapporto, l’uso delle sigarette elettroniche tra gli 11-18 anni è rimasto fino ad oggi basso, ma purtroppo il potenziale come aiuto per smettere di adulti non è stato pienamente realizzato”.
Nel nostro impegno per diventare una nazione senza fumo entro il 2030 – conclude – è necessario fare di più per sostenere i fumatori adulti che potrebbero trarre vantaggio dal passaggio all’e-cig, eliminando al contempo le scappatoie nelle leggi che potrebbero essere utilizzate per promuovere i prodotti agli adolescenti”.

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