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Piano anticancro Ue, in bozza nessuna differenza fra fumo e vaping


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Non ci sarebbero buone notizie per gli strumenti di riduzione del danno da fumo nel Piano contro il cancro della Commissione europea. Per un anno i sostenitori della sigaretta elettronica e di altri strumenti hanno partecipato a consultazioni pubbliche, fornito studi scientifici e offerto i loro contributi, nella speranza che le istituzioni europee riconoscessero un ruolo agli strumenti che riducono il rischio associato al fumo nella lotta contro il cancro. Ma potrebbe essere stato uno sforzo vano, almeno a giudicare da una bozza di proposta destinata al Parlamento europeo, che l’associazione consumatori World Vapers’ Alliance sta facendo circolare in queste ore.
bandiera-ue.pngSi tratta di un documento che sarebbe trapelato da fonti interne e che anticiperebbe il lancio del piano previsto per i primi di febbraio. In sintesi la Commissione non farebbe alcuna differenza fra vaping e fumo, chiedendo anzi norme più severe per quelli che chiama “nuovi prodotti” come – spiega una nota – le sigarette elettroniche. In particolare, in base a quanto trapelato, nel piano si chiederebbe di tassare i nuovi prodotti, compresi quelli del vaping, di estendere alle sigarette elettroniche e ai riscaldatori di tabacco il divieto di utilizzo nei luoghi pubblici all’aperto e di vietare gli aromi nei liquidi.
Tutto questo potrebbe avvenire, naturalmente, attraverso le revisioni della Direttiva sui prodotti del tabacco, di quella sulle accise (entrambe attualmente in discussione) e della Raccomandazione del Consiglio relativa agli ambienti senza fumo, prevista per il 2023. Se quanto contenuto nella bozza che sta circolando dovesse trovare conferma nel Piano europeo contro il cancro, sarebbe certamente grave e di pessimo auspicio per le scadenze ancora di là da venire.
Dovrebbe essere la scienza e non l’ideologia a guidarci su questo tema”, commenta il direttore di Wva, Michael Landl. “Il piano europeo per sconfiggere il cancro – continua – deve riconoscere che il vaping non è fumo e incoraggiare attivamente i fumatori che non vogliono o non riescono a smettere, a passare alle sigarette elettroniche. Altrimenti l’obiettivo di eradicare il cancro in Europa non può essere raggiunto”. La speranza è che il piano finale della Commissione sarà diverso da quanto trapelato in queste ore o che gli europarlamentari si oppongano alle proposte sulla sigaretta elettronica. Altrimenti, conclude Landl, “il futuro del vaping in Europa sarà piuttosto tetro”.

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