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Milano, spazi pubblici all’aperto: no al fumo, sì alle sigarette elettroniche


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Grande risonanza sta avendo nella giornata odierna il presunto divieto introdotto dal Consiglio comunale di Milano di utilizzare la sigaretta elettronica nelle aree verdi e negli spazi pubblici. Ma la notizia è falsa. Una fake news, si direbbe utilizzando un linguaggio social-pop. Il Regolamento metropolitano sulla tutela dell’aria prevede un articolo specifico sulle sigarette tradizionali e sul fumo in generale (pipa, sigari e trinciati). Non c’è alcun accenno ai sistemi alternativi, elettronici o meccanici che siano, atti a produrre vapore. Inoltre, il regolamento rimanda esplicitamente alla normativa antifumo nazionale. Ma come è nata questa falsa notizia? Da un titolo errato di un autorevole quotidiano, poi copiato, ripreso e diffuso sul web da autori terzi che non ne hanno verificato l’esattezza o l’attendibilità.  Eppure, al limite, sarebbe bastato anche solo leggere con un po’ di attenzione il testo dello stesso articolo: non compare il presunto divieto sulle e-cig, la notizia era contenuta solo nel titolo. Dopo qualche ora l’edizione milanese dello stesso quotidiano ha corretto cancellando la frase non corretta, ma ormai la reazione virale dei siti web era già partita. L’unico che ha spiegato correttamente i contenuti del Regolamento è stato Dany Mitzman, corrispondente della Bbc. Non a caso una testata straniera e non consona a dare notizie di terza mano o non verificate. Che scrive, testualmente “The ban, which does not include electronic cigarettes, is being welcomed by smokers and non-smokers alike“. Ovvero: “Il divieto, che non include le sigarette elettroniche, è stato ben accolto sia dai fumatori che dai non fumatori“.
L’articolo 9, infatti, recita integralmente: “Fatto salvo quanto già disposto dalla vigente normativa in tema di divieto di fumo, a far data dal 1 gennaio 2021, è fatto divieto di fumare negli spazi di seguito indicati:

  • aree destinate a verde pubblico, salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone;
  • aree attrezzate destinate al gioco, allo sport o alle attività ricreative dei bambini, così come disciplinato all’art. 21, comma 7 del Regolamento comunale d’uso e tutela del verde pubblico e privato;
  • presso le fermate di attesa dei mezzi pubblici, incluse le fermate dei taxi, fino ad una distanza di 10 metri dalle relative pensiline ed infrastrutture segnaletiche;
  • aree cimiteriali;
  • aree cani;
  • strutture sportive di qualsiasi tipologia, ivi comprese le aree adibite al pubblico (ad esempio: spalti).

A far data dal 1 gennaio 2025 il divieto di fumo è esteso a tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico, ivi incluse le aree stradali, salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone”.

Il divieto quindi è valido per i prodotti del tabacco tradizionale, tanto che a breve saranno allestite aree dedicate ai fumatori e dotati di portacenere per la raccolta dei mozziconi. La nuova normativa ambientale è conseguente al Climate Action Summit dell’Onu che si è tenuto a New York: dispone l’obbligo della raccolta differenziata per le cicche, essendo composte da materiali chimici altamente inquinanti e non biodegradabili.
Anche se si tratta di un luogo all’aperto, è sempre bene avere l’accortezza di utilizzare la sigaretta elettronica (soprattutto quelle ad alta produzione di vapore) in maniera discreta, evitando di “annuvolare” eventuali persone adiacenti. Se il Comune di Milano vorrà estendere il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche all’aperto dovrà emanare un atto amministrativo apposito. Così come accade già nei ristoranti e sui mezzi pubblici, è l’ente gestore o il proprietario del locale a poter decidere in autonomia l’eventuale possibilità di svapo all’interno delle aree di  competenza o giurisdizione.

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