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Tassa sigarette elettroniche, Martinciglio (M5S): “Vicenda vergognosa”


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L’emendamento che ha ritoccato al rialzo la tassa sui liquidi per sigarette elettroniche è stato modificato dal governo. La versione iniziale, quella presentata a prima firma Vita Martinciglio, conteneva soltanto una revisione dell’accisa sul tabacco riscaldato. In Commissione, invece, riproposto dai relatori Fassina (LeU) e Faro (M5S), è approdato un emendamento che ha inglobato anche i prodotti liquidi da inalazione, prospettando loro la stessa sorte del tabacco: un aumento di 15 punti percentuali spalmato in tre anni. Cosa che, per i liquidi senza nicotina, significa un rincaro del 300%, con l’imposta che passa dagli attuali circa 50 centesimi ogni 10 millilitri ai circa 2,5 euro nel 2023. La filiera del vaping, produttori e negozianti, supportati dai consumatori, nei giorni scorsi hanno provato a far fare dietrofront al governo. Ma con risultati pressoché nulli. La norma è stata inserita in legge di bilancio con i voti della maggioranza e di Forza Italia; contrari Fratelli d’Italia e Lega Nord.
Quando l’emendamento originale venne presentato, contattammo l’ufficio stampa del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle per chiedere la consueta intervista con Martinciglio. Ma ci venne risposto che “l’onorevole non parla di queste cose”. Eravamo nel pieno “scandalo” sollevato dal quotidiano Il Riformista sulle presunte consulenze milionarie fatte dalla Casaleggio Associati alla Philip Morris.
Dopo qualche giorno di silenzio, Martinciglio ha però deciso di parlare pubblicamente. E ha scelto Facebook per dare forma alla delusione che l’ha colta dopo aver visto il suo emendamento stravolto nella forma e nella sostanza. “Ho aspettato un po’ prima di scrivere questo post – dice la parlamentare pentastellata – chi mi conosce sa che non sono il tipo che ama criticare la propria squadra, e quando c’è un problema solitamente ne parlo direttamente con chi di dovere. Però ritengo che l’attività parlamentare sia “sacra”. Tutto quello che facciamo è frutto di studi e approfondimenti. Un lavoro che può durare pure diversi mesi e che impegna duramente me e i miei collaboratori. E non permetto a nessuno di sottovalutarlo (né tantomeno ignorarlo). Sto parlando della battaglia contro le agevolazioni fiscali concesse al tabacco riscaldato. Quel tabacco riscaldato che gode di uno sconto sulle accise del 75%. E che si traduce in un mancato introito erariale di 800 milioni di euro”. A questo punto Martinciglio esprime la sua totale insoddisfazione sull’operato del governo, lo stesso governo di cui il suo partito è componente principale. “Una battaglia che porto avanti da un anno ormai e che oggi è stata “disinnescata” dal Governo che ha pensato bene di riformulare la mia proposta rendendola meno efficace: io avevo proposto un aumento progressivo dell’aliquota nei prossimi 3 anni fino al 50%; il Governo non solo lo riduce a 40% ma aumenta l’aggravio fiscale dei prodotti con tabacco liquido (i famosi svapo) avvantaggiando ancora una volta il settore del tabacco riscaldato (leggasi Philips Morris). Tra l’altro su questi benefici sta indagando pure la magistratura”.
Sarebbe stato quindi assolutamente più opportuno – conclude amareggiata Martinciglio – correggere l’imposizione fiscale sul tabacco riscaldato e lasciare inalterate le previsioni relative ai liquidi da inalazione senza combustione. Morale della favola? Vado a letto molto amareggiata, a tratti incredula. E spero che questa brutta vicenda abbia un epilogo meno vergognoso di quello a cui ho assistito oggi”.
Quanto accaduto a Martinciglio ricorda tanto quanto già accadde con l’emendamento Rotta-Boccadutri: due deputati del Pd dell’allora governo Renzi che, entrati in commissione con l’ipotesi di fare togliere il vaping dal controllo del monopolio, uscirono increduli e a testa basta con una norma del tutto stravolta rispetto la loro stesura originale.

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