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John rolfe - l'uomo che inventò il virginia...


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Oggi riportiamo alcune notizie storiografiche relative a John Rolfe (Heacham, 1585 circa – 1622) che fu uno dei primi coloni inglesi del Nord America, gli è stato attribuito il merito della prima coltivazione di successo di tabacco, che esportava dalla Virginia coloniale, ed è soprattutto conosciuto per aver sposato Pocahontas, figlia del capo della Confederazione Powhatan.

Nato a Heacham, Norfolk (Inghilterra) da John Rolfe e Dorothea Mason, fu battezzato il 6 maggio 1585.
All'epoca, la Spagna deteneva un monopolio virtuale sul commercio lucrativo del tabacco. Molte colonie spagnole del Nuovo Mondo erano situate in territori del Sud per via del clima, più favorevole alla crescita del tabacco rispetto agli insediamenti inglesi come Jamestown.
Con l'aumento del consumo del tabacco, l'equilibro del commercio tra Inghilterra e Spagna iniziò ad essere gravemente compromesso. Rolfe fu uno dei tanti uomini d'affari che videro l'opportunità di diminuire le importazioni spagnole di tabacco, facendolo crescere nelle nuove colonie inglesi a Jamestown, in Virginia. Rolfe in qualche modo riuscì a procurarsi dei semi di una speciale varietà di tabacco che cominciava a crescere a Trinidad ed in Sud America, sebbene la Spagna prevedesse la pena di morte per chiunque vendesse semi del genere agli stranieri.
Durante la sua permanenza a Henricus John Rolfe incontrò Pocahontas, di cui si innamorò. Rolfe, già vedovo di una donna inglese, coltivava con successo una nuova varietà di tabacco e dedicava molto del suo tempo a prendersi cura del raccolto. Era un uomo religioso, di fede cattolica, angosciato dalle potenziali ripercussioni morali che potevano derivargli dallo sposare una pagana. In una lunga lettera al governatore, in cui chiedeva il permesso al matrimonio, espresse l'amore che nutriva per Pocahontas unito alla fiducia di poterle salvare l'anima.
Dichiarò di non essere motivato "dallo sfrenato desiderio carnale, ma dal bene della sua piantagione, dall'onore del suo Paese, dalla Gloria di Dio, dalla mia personale salvezza... chiamata Pocahontas", a cui egli dedicava i suoi "migliori e cordiali pensieri, che sono stati così impigliati e affascinati in un labirinto così intricato che fui financo stanco di districarmene fuori." Giunta l'autorizzazione, i due si sposarono il 5 aprile 1614 e Pocahontas fu battezzata col nome di Lady Rebecca.
Per pochi anni dopo il matrimonio, la coppia visse insieme nella piantagione di Rolfe, posta, rispetto alla nuova comunità di Henricus, dalla parte opposta del fiume James. Ebbero un figlio, Thomas Rolfe, che nacque il 30 gennaio 1615.

Diversamente dagli Spagnoli, le cui imprese coloniali erano sotto il rigido controllo della Corona, nella Londra dei mercanti e degli artigiani si preferiva improntare a spirito imprenditoriale queste iniziative: dovevano essere autofinanziate, condotte in maniera tale da trarre buoni profitti che ovviamente sarebbero rifluiti in patria.
L'eventuale scoperta d'un passaggio oltre il continente americano, verso le vere Indie, avrebbe potuto rendere l'impresa ancor più remunerativa.
Con questa mentalità, con questi fini era stata costituita nel 1606 la Virginia Company. Va precisato che per "Virginia", nome collegato alla defunta "regina vergine" Elisabetta I, s'intendeva allora l'intera costa orientale americana a Nord dell'attuale Florida. Grazie al buon numero di sottoscrizioni e di adesioni, ai primi di Giugno del 1609 partì una flotta di nove navi con circa 600 persone dirette in America. Sull'ammiraglia, la Sea Venture, s'imbarcò insieme alla moglie un uomo di 24 anni nato da un'antica famiglia di Norfolk e già affezionato ai piaceri della pipa: John Rolfe.

Alle Bahamas John Rolfe aveva perso la figlia appena nata; poco dopo, a Jamestown, anche la moglie.
Gli rimaneva ben poco a parte la sua pipa; ma c'era il problema del tabacco.
Gli Indiani, è vero, lo coltivavano; ma erano piante non troppo alte con piccoli fiori gialli, foglie corte e spesse e un aroma pungente che mordeva la lingua: Nicotiana Rustica insomma.
Ben altra qualità rispetto al prodotto spagnolo conosciuto a Londra; ma procurarselo a Jamestown era impossibile, a meno di non mettersi lui stesso a coltivarlo!
Lo aiutò un marinaio che frequentava i Caraibi, Trinidad in particolare. Nonostante le severe restrizioni non era impossibile portar via di là un sacchetto di semi: quei luoghi selvaggi soggetti alle scorrerie dei bucanieri erano pieni di piccoli produttori abusivi e di contrabbandieri. Il controllo degli Spagnoli era a maglie troppo larghe per poter trattenere proprio tutto.
Quei semi furono solo l'inizio. Come farli germinare, e quando? Come selezionare le piantine più adatte, come trapiantarle? Quale il miglior tipo di terreno, come lavorarlo? Come trattare la pianta mentre cresceva ed essicarne le foglie una volta mature?
Rolfe non era un agricoltore, e del resto gli europei di inizio Seicento sapevano in fatto di coltivazioni poco più degli antichi Romani.
Ma era persona d'ingegno e con la testa dura. Già nel 1612 fu in grado di distribuire campioni del suo tabacco agli amici, i quali lo trovarono morbido e forte. Il resto lo spedì nel 1613 in Inghilterra dove fu giudicato di buona qualità (se pure non ancora all'altezza di quello spagnolo) e pagato di conseguenza. Ma il primo vero carico lo spedì nel 1614.

Il tabacco richiedeva molta terra: senza fertilizzanti la sua coltura esaurisce in pochi anni le capacità nutritive del terreno. Fin dai primi anni Dieci del Seicento si era capito che a Jamestown andavano aggiunti nuovi insediamenti lungo il fiume; lo stesso John Rolfe, nel 1612, creò una piantagione circa trenta miglia più a monte. Man mano che cresceva la produzione di tabacco, man mano che si esaurivano i terreni e la minaccia indiana diminuiva, ci si spingeva sempre più in là: prima lungo la costa e poi all'interno, anche fin oltre i confini dell'attuale Virginia. In pochi anni il tabacco aveva trasformato l'occupazione quasi simbolica di una piccola penisola sul fiume nel possesso stabile di sconfinate estensioni di terreno.

Quando nel 1617 il capitano Samuel Argall arrivò in veste di nuovo Governatore trovò Jamestown semi abbandonata e in rovina, le strade e ogni spazio libero coltivati a tabacco, i coloni dispersi sul territorio a crescere tabacco!
Rolfe aveva trovato la soluzione, tutti si erano lanciati nella sua scia e la Colonia, finalmente, poteva stare in piedi con le sue forze.
La fase delle difficoltà e del disordine non era certo conclusa, ma nessuno immaginava più di abbandonare la Virginia.
Quell'anno 20.000 libbre (circa 10 tonnellate) di tabacco presero la strada dell'Inghilterra, l'anno seguente più del doppio, dodici anni dopo un milione e mezzo di libbre!
Vendere un prodotto di successo significava acquistare utensili, cibo, generi di conforto o addirittura manodopera a basso prezzo: i primi schiavi africani arrivarono nel 1619, pagati direttamente in tabacco. Con la stessa "valuta" si pagò il viaggio a tante donne inglesi disposte a sposare un colono.
Dalle navi sbarcavano sempre più persone accorse in quella che adesso era davvero la terra promessa. Più prosperità, più insediamenti, una società fattasi complessa iniziò a perfezionare regole e organi di rappresentanza.
Quando nel 1624 la Virginia Company fu sciolta e la Virginia diventò una colonia reale, quel nome non indicava più una lunghissima e indeterminata fascia di costa ma un preciso territorio in via d'espansione. 

Le coltivazioni sempre più estese diedero luogo a tante diverse tipologie di prodotto, variando i luoghi e i terreni.
Anche le tecniche agricole e di trasformazione si moltiplicarono in uno sforzo continuo di miglioramento generando e sedimentando una quantità di segreti ed esperienze che John Rolfe nemmeno avrebbe immaginato. Ma la continua ascesa dell'offerta portò anche a fasi durissime di calo dei prezzi nelle quali molti tendevano, per non soccombere, a diminuire la qualità.
Si resero necessari i controlli, che a partire dal 1630 comportarono il conferimento del tabacco in grandi depositi, con due interessanti conseguenze.
La prima: chi portava tabacco al deposito se lo vedeva distrutto se scadente; ma se invece era buono gli veniva consegnata una ricevuta attestante la quantità e la qualità.
Queste "tobacco notes" assunsero il ruolo di valuta corrente universalmente accettata. 
La seconda: i grandi depositi di tabacco disseminati in posizioni strategiche sul territorio aggregarono gente fino a diventare paesi e città che ancor oggi sono paesi e città della Virginia.
Jamestown invece decadde non appena la capitale, nel 1698, fu trasferita a Williamsburg. Dopo pochi anni era già in rovina. Oggi se ne può visitare il sito archeologico.

Assieme alla coltivazione e alla lavorazione del tabacco si sviluppò la rete dei servizi: dai controlli di qualità al trasporto fino alle navi, alle innumerevoli attività legate al commercio.
Fu questa, a lungo, la spina dorsale della Virginia. Le famiglie più potenti erano quelle dei grandi piantatori o esportatori.
Molte di esse discendevano da John Rolfe e Pocahontas o con essi erano in qualche modo imparentate.
Il tabacco restò a lungo la principale voce di entrate per lo Stato.
Attraverso i dazi imposti dalla Gran Bretagna alle importazioni fu pure una importante risorsa per la madrepatria, che però a un certo punto dovette rinunciarvi: i dazi, uniti all'obbligo di non esportare in altri Paesi furono vissuti dai coloni come una inaccettabile costrizione.
Come il té, il tabacco fu uno dei formidabili detonatori della rivoluzione americana.

Il tabacco Virginia "moderno"

Secondo gli storici, tale varietà si è iniziata a coltivare in America dopo la Guerra del 1812 in Ohio, Pennsylvania e Maryland, per quanto questo tabacco sia sbarcato sul mercato solo dal 1839.

I coltivatori di tabacco avevano nel tempo notato come un suolo sabbioso producesse piante di tabacco più esili e deboli. Il capitano Abisha Slade, della Contea di Caswell, Carolina del Nord, aveva delle vaste coltivazioni di tabacco ma si era reso conto di avere un suolo particolarmente poco fertile e sabbioso sul quale aveva piantato numerose piante. Slade aveva uno schiavo al proprio servizio, Stephen, il quale attorno al 1839 accidentalmente produsse la prima varietà di tabacco Virginia in assoluto.
Come concime utilizzò del carbone già precedentemente utilizzato per accendere il camino dell'abitazione padronale, ma questo carbone non era ancora del tutto freddo quando venne accostato alla pianta e questo ingiallì più velocemente le foglie.
Sfruttando questa scoperta, Slade sviluppò un nuovo sistema per produrre tabacco dalla foglia chiara pur avendo un suolo non particolarmente ricco.
Il successo dell'impresa di Slade fu tale che poté in breve tempo costruire una vera e propria azienda agricola produttrice di tabacco con sede a Yanceyville, Carolina del Nord, dove poté ospitare diversi schiavi allo scopo. Il suo metodo di coltivazione si diffuse ben presto a causa dei suoli poco fertili della regione degli Appalachi, migliorando la loro produzione del 20-35% rispetto ai raccolti precedenti.
Con lo scoppio della guerra di secessione americana, la città di Danville, in Virginia, divenne tra i principali centri di produzione del tabacco Virginia assieme alla contea di Caswell e quella di Pittsylvania. Danville era inoltre un'importante stazione ferroviaria per i soldati confederati che si portavano al fronte e questo fatto risultò particolarmente importante perché portò il nuovo tipo di tabacco da Danville alle linee di guerra, per poi essere commerciato anche presso i soldati dell'Unione. Col finire della guerra, la coltivazione del tabacco Virginia divenne nazionale, anche se le contee di Caswell e Pittsylvania rimasero le principali produttrici di questa tipologia di tabacco, nonché le uniche a non aver sofferto crisi economiche durante gli scontri.

In Italia il tabacco Virginia si diffuse particolarmente nella seconda metà dell'Ottocento, seguendo la moda lanciata dal principe Amedeo di Savoia, duca di Savoia ed in seguito re di Spagna, il quale era solito fumare dei sigari Virginia intinti nel liquore.

 

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