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Legge di bilancio: sul tabacco riscaldato è tutti contro tutti


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Contro il tabacco riscaldato è corsa a tre. Dopo l’inchiesta pubblicata dal quotidiano Il Riformista sulle presunte fatture pagate da Philip Morris alla Casaleggio Associati, le forze di maggioranza stanno accapigliandosi per ottenere la paternità di quello che dovrebbe ridare la credibilità al governo. Sono ben diciotto gli emendamenti alla legge di bilancio con oggetto l’aumento della tassa sul tabacco riscaldato ma soltanto due potrebbero ambire a diventare articolo di legge. Come due sono i piani di confronto sul da farsi: uno più politico e vede confrontarsi dem, renziani e pentastellati; uno più correntizio che lacera i Cinquestelle e segna più che altro una lotta intestina che vede contrapposti la vecchia guardia e i nuovi emergenti. L’oggetto del contendere non è soltanto stabilire la nuova percentuale di sconto ma anche indicare la destinazione del maggior gettito derivante dall’aumento dell’accisa.
Italia Viva, tramite l’emendamento Rosato, vorrebbe alzare l’aliquota al 50% (raddoppiando di fatto la tassa attuale) destinando gli introiti agli istituti di cura e di ricovero. Ipotesi che non piace ai Cinquestelle che, attraverso la deputata Martinciglio, hanno prospettato un aumento graduale della tassa spalmato in tre anni: 30% nel 2021, 40% nel 2022, per arrivare al 50% nel 2023. I maggiori proventi non sarebbero destinati a un progetto particolare ma andrebbero genericamente a favore dell’erario. Questa ipotesi emendativa è stata sottoscritta da una settantina di parlamentari 5S ma anche da Renato Brunetta (Forza Italia), già da tempo in contrasto con la linea economica e fiscale del suo partito. A proposito, l’ipotesi prospettata da Forza Italia sarebbe di portare la tassa sul tabacco riscaldato all’80% rispetto al tabacco tradizionale, utilizzando i maggiori proventi per “disincentivare il tabacco riscaldato tra i giovani”. Una fronda di minoranza dei Cinquestelle vorrebbe invece raddoppiare sin da subito la tassa sul tabacco riscaldato così da destinare i maggiori introiti alla “messa in sicurezza e manutenzione del suolo attuate da imprese agricole e forestali”.
Partito democratico, Leu, il radicale Magi e l’ex ministro Fioramonti hanno invece proposto di portare l’aliquota al 60% e destinare gli introiti “all’assistenza sanitaria domiciliare e a soggetti fragili e cronici”.
La tassa sul tabacco riscaldato oggi è del 75% inferiore rispetto al tabacco tradizionale. Venne introdotta nella legge di bilancio del governo Conte I e sostenuta dalla Lega e dai Cinquestelle. Nella stessa occasioe venne anche abbassata l’imposta di consumo sui prodotti liquidi da inalazione portandola da circa 40 centesimi per millilitro a circa 10 centesimi per i liquidi con nicotina e a circa 5 centesimi per quelli senza. Al momento non sono stati presentati emendamenti che abbiamo come oggetto l’accisa sul tabacco tradizionale e neppure l’imposta di consumo sui liquidi  di ricarica per sigarette elettroniche.

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