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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 6 al 12 dicembre


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AustraliaSenatrice passa dal fumo al vapore grazie alle testimonianze dei vapers
Dalla sigaretta di tabacco a quella elettronica il passaggio non è difficile, a tutto beneficio della salute. L’esperienza fatta da molti ex fumatori è toccata anche alla senatrice australiana Hollie Hughes, che l’ha resa nota pubblicamente. Ma Hughes non è una parlamentare qualsiasi. È la presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul vaping, istituita lo scorso ottobre con l’obiettivo di valutare le evidenze scientifiche sull’efficacia dell’e-cigarette come strumento per smetter di fumare e quelle sul potenziale effetto gateway verso i prodotti del tabacco. In sostanza, la Commissione vuole acquisire dati scientifici indipendenti per contrastare il piano del governo di rendere possibile l’importazione di liquidi con nicotina solo attraverso un complicato percorso burocratico che dovrà essere messo in atto non dal consumatore, ma dal suo medico curante e attraverso le farmacie. La legge è stata per ora rinviata. A convincere la senatrice a compiere il salto dal fumo al vapore sono state le oltre 8 mila testimonianze inviate alla commissione dai vapers australiani, un contributo ulteriore rispetto agli studi scientifici.

Parola di senatrice: “Ho smesso di fumare grazie alla sigaretta elettronica”

 

SvizzeraLegge antifumo/1: la revisione sfocia in una soluzione di compromesso
Il Consiglio nazionale ha approvato una revisione della legge sui prodotti del tabacco che estende, fra l’altro, il divieto di pubblicità oggi in vigore su radio e tv a cinema, siti e pubblicazioni per minori e luoghi pubblici, ma salvaguarda siti e pubblicazioni cartacee destinate ai maggiorenni. Il voto finale ha rispecchiato la frustrazione di chi si è sentito non rappresentato dal compromesso: 84 voti a favore contro 59, ma il testo è passato grazie a un numero elevato di astensioni, ben 47. L’assemblea si è trovata nel difficile ruolo di dover trovare un equilibrio fra protezione della salute, che contempla la tutela dei giovanissimi dai rischi del fumo e le politiche per strappare al tabagismo i fumatori attuali, e la libertà di commercio e di industria garantita dalla Costituzione federale. E con essa, la salvaguardia dei posti di lavoro, in Svizzera legati nell’ordine delle migliaia all’industria del tabacco rappresentata da due grandi multinazionali: Philipp Morris e British American Tobacco.  Nuove norme regoleranno anche lo sponsoring, vietato per manifestazioni organizzate da enti pubblici e dove partecipano minori, ammesse per eventi organizzati dai privati e frequentati da maggiorenni.

La Svizzera consente la pubblicità delle sigarette elettroniche

 

SvizzeraLegge antifumo/2: non passa “via speciale” per l’ecig, ma il dibattito è aperto
Non è invece passata, all’interno della stessa revisione della legge antifumo, una proposta avanzata dai partiti del centrodestra che intendeva alcune eccezioni ai divieti per le sigarette elettroniche. Ma il dibattito è stato avviato e magari potrà avere un seguito in un futuro non troppo lontano. La proposta era fondata sul principio (peraltro scientificamente acclarato) di distinzione tra fumo e svapo, per quel che riguarda le gli effetti dannosi sulla salute (resta su questo fondamentale la ricerca britannica sul 95% di riduzione del danno dell’ecig rispetto alla sigaretta tradizionale. Smoke-free non deve significare automaticamente vaping-free, sostenevano i tre partiti (per la cronaca Svp, Fdp e Cvp). In pratica, si trattava di lasciare a ristoratori, albergatori e anche a titolari di alcuni negozi la facoltà di far svapare i propri clienti all’interno dei propri locali. I proprietari erano tenuti a creare delle aree speciali, riservate solo agli svapatori. Un “Sonderweg”, una “via particolare” che non ha trovato, almeno per ora, il consenso necessario.

 

Unione EuropeaLa Commissione apre una consultazione pubblica sulla tassa per l’ecig
La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sul documento di revisione della Direttiva 2011/64/EU, quella sull’armonizzazione fiscale delle imposte sui prodotti del tabacco. L’iniziativa si inquadra nell’ambito del Piano europeo contro il cancro, che si basa su quattro pilastri: prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e qualità della vita. Nella revisione della direttiva dovrebbero rientrare anche le sigarette elettroniche e i prodotti a rischio ridotto, che sarebbero quindi sottoposte ad una imposta specifica in tutta l’Europa, cosa che in Italia già avviene. È possibile sottoporre i propri commenti, le proprie osservazioni e proposte fino alla mezzanotte del 5 gennaio 2021. Possono partecipare associazioni, stakeholder e semplici cittadini. Su Sigmagazine, indicazioni e link su come contribuire.

Commissione europea apre consultazione su tassa sigarette elettroniche

 

Unione EuropeaIl parlamento preme sulla Commissione sul tema della riduzione del danno
Sempre in vista della revisione della direttiva sul tabacco, aumenta sulla Commissione la pressione del parlamento europeo affinché nella nuova regolamentazione vengano riconosciute le potenzialità degli strumenti a rischio ridotto nella prevenzione oncologica. All’interrogazione presentata a ottobre dall’europarlamentare Pietro Fiocchi del gruppo Conservatori e Riformisti europei, si è ora aggiunta quella dei deputati Aldo Patriciello e Marian-Jean Marinescu, rappresentanti del partito popolare con l’obiettivo di conoscere quanto la Commissione sia interessata a inserire il principio della riduzione del danno all’interno del Piano europeo. Le risposte che giungeranno potranno essere indicative dell’orientamento della Commissione sul tema. Approfondimento su Sigmagazine.

Piano europeo contro il cancro: pressione parlamentare per la riduzione del danno

 

FranciaLettera al ministro: per ridurre i fumatori puntare sulle ecig più che sulle tasse
L’aumento delle tasse non è servito ad abbattere in maniera sostanziale il numero dei fumatori e agire attraverso la politica fiscale non sembra la strada giusta. La soluzione può invece venire dalla sigaretta elettronica. A scrivere queste frasi è stato Jon Fernandez, direttore generale per l’Europa occidentale di Imperial Brands, in una lettera aperta al ministro della Salute francese Olivier Véran pubblicata sul Journal de l’économie. Fernandez ha criticato i recenti e continui aumenti di prezzo che hanno portato i pacchetti di sigarette francesi a essere fra i più costosi del mondo: la misura, a suo giudizio, ha solo marginalmente inciso sul tasso dei fumatori e ha invece alimentato fenomeni di reazione come l’aumento della vendita di prodotti del tabacco nelle rivenditorie dei paesi confinanti, a cominciare dalla Germania. Una soluzione più a portata di mano per ridurre davvero il numero dei fumatori è, per il dirigente di Imperial Brands, è sostenere il passaggio alla sigaretta elettronica, di gran lunga meno nociva. I cambiamenti di mercato sono lenti, ha concluso Fernandez, una buona politica di governo può accelerarli.

Canada – Riforma del vaping, si va verso il divieto degli aromi. Critiche dei consumatori
Il ministro alla salute del Québec Christian Dubè ha annunciato i contenuti della riforma delle norme che regolano il consumo e il commercio dei prodotti del vaping, fissati nel corso della riunione informale con il resto dell’esecutivo. Oltre alla limitazione della concentrazione di nicotina, balza agli occhi il divieto di aromi e aromatizzazioni diverse dal tabacco nell’ottica della tutela dei giovanissimi. Si tratta di una misura caldeggiata sull’onda delle campagne sensazionalistiche che negli ultimi tempi hanno accompagnato il dibattito sul vaping giovanile, specie nel continente americano, ma che viene contestata dai sostenitori delle politiche di riduzione del danno, dal momento che proprio i liquidi aromatizzati risultano particolarmente apprezzati dai fumatori che passano all’ecig per affrancarsi dal tabagismo. Resta invece invece al vaglio del ministero delle finanze l’ipotesi di una tassazione apposita che potrebbe variare da provincia a provincia. Critiche da parte del rappresentante dell’associazione dei consumatori, Valérie Gallant, per il quale se la riduzione dei livelli di nicotina è una misura condivisibile a tutela dei giovani, il divieto degli aromi rischia di aprire le porte al contrabbando illegale, e dunque a una minore sicurezza sulla qualità dei liquidi.

Sigarette elettroniche, la riforma canadese: niente aromi, nicotina limitata e tassa sui liquidi

 

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