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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 29 novembre al 5 dicembre


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Gran BretagnaSvapare non aumenta (e non diminuisce) il rischio di contagio Covid
Non vi è alcuna relazione possibile tra svapo e Covid. A chiudere una volta per tutte ogni ipotesi di suggestione su una presunta maggiore predisposizione di chi usa l’e-cigarette a contrarre il Covid-19 arriva uno studio dello University College London, condotto da un team di ricercatori non nuovi agli studi sul vaping, come Lion Shahab, Jamie Brown, Sarah E Jackson, Olga Perski, Aleksandra Herbec e Dimitra Kale. Attraverso un’indagine trasversale online su 2791 adulti britannici reclutati fra il 30 aprile e il 14 giugno di quest’anno, i ricercatori sono giunti a risultati molto rassicuranti: non sono state individuate differenze nelle diagnosi e nei sospetti di covid-19 fra svapatori, ex svapatori e chi non ha mai utilizzato la sigaretta elettronica. Dunque usare l’ecig non rende più vulnerabili al contagio da Sars-cov-2, ma allo stesso tempo svapare non protegge dal virus.

“L’uso della sigaretta elettronica non rende più vulnerabili al covid-19”

 

Gran BretagnaEcig, così la Brexit cambia le regole per l’import-export
L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, la cosiddetta Brexit, comporterà molte novità, alcune delle quali riguarderanno anche il settore del vaping. Cambiamenti in vista dunque per le vendite in quello che è ritenuto, a buon diritto, il paese più vaping-friendly del mondo, nel quale i sistemi alternativi di assunzione di nicotina sono sostenuti e incoraggiati nelle terapie di disassuefazione dal fumo e le politiche di riduzione del danno sono perseguite con grande serietà dalla sanità pubblica. Con la Brexit, le aziende estere che vorranno commercializzare i loro prodotti nel Regno Unito dovranno notificarli a partire dal prossimo primo gennaio. L’autorità competente rimarrà l’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA). Ulteriori informazioni in merito nell’articolo di Sigmagazine.

La Brexit è alle porte, novità per l’import-export di sigarette elettroniche

 

GermaniaRapporto governo/1: Stöver, di nuovo oscurati i risultati della ricerca scientifica
In Svapoworld della scorsa settimana abbiamo riportato il contenuto del Rapporto annuale sulle dipendenze del governo tedesco, presentato dalla sua incaricata Daniela Ludwig, deputata del partito bavarese Csu. Un’analisi molto tradizionale che, come accade ormai da tempo, non offre grandi novità rispetto alle innovazioni che le nuove tecnologie (e la sigaretta elettronica fra di esse) ha introdotto in tema di politiche antifumo. Un rapporto di ordinaria amministrazione insomma, e quello del 2020 non ha fatto eccezione. Non sorprendono dunque le critiche che in questa settimana gli ha riservato Heino Stöver, direttore dell’Isff di Francoforte e pioniere delle campagne per il sostegno alle ecig. L’accusa principale è quella di aver ancora una volta redatto un rapporto oscurando i risultati delle ricerche scientifiche sull’efficacia delle sigarette elettroniche nelle strategie di riduzione del danno. È inutile evidenziare il numero di morti annuale causato da malattie legate al fumo se poi non si adottano piani chiari per la riduzione del danno, ha concluso l’esperto.

GermaniaRapporto governo/2: BfTG, ignorato il potenziale della sigaretta elettronica
Ancora più duro è stato il giudizio del Bündnis für Tabakfreien Genuss (BfTG), associazione che rappresenta il mondo del vaping, secondo cui il rapporto governativo sulle dipendenze di quest’anno rappresenta addirittura un salto indietro per la politica sanitaria tedesca. Anche il BfTG considera grave la mancanza di riferimenti della ricerca scientifica che porta il governo a ignorare il potenziale della sigaretta elettronica nelle terapie antifumo. L’associazione chiede infine alle autorità politiche di introdurre finalmente il tema della riduzione del danno nelle strategie della politica sanitaria tedesca. Per quest’anno però l’occasione è ormai perduta.

Unione EuropeaSagome e striscioni, così i vapers manifestano ai tempi del Covid
Una manifestazione per illustrare le potenzialità della sigaretta elettronica nella lotta al fumo si è tenuta a Bruxelles in perfetta conformità delle regole di contrasto al Covid. Gli organizzatori dall’associazione World Vapers’ Alliance hanno disposto all’esterno del parlamento europeo sagome in cartone dei partecipanti, striscioni, slogan e cartelli con le testimonianze dei consumatori. La manifestazione è stata organizzata in occasione del terzo incontro dello Special committee on beating cancer (Beca) dell’assemblea europea. L’evento, in parte in presenza e in parte con collegamenti dall’esterno, ha visto i membri della commissione confrontarsi con alcuni esperti sul tema cancro e stili di vita. I lavori sono propedeutici all’elaborazione di un rapporto che il gruppo parlamentare presenterà alla Commissione europea, in vista della preparazione del Piano europeo contro il cancro.

Sigarette elettroniche, consumatori manifestano al Parlamento europeo

 

Unione EuropeaCommissione: in assenza di dati su lungo periodo approccio prudente su ecig
Nell’assenza di prove inoppugnabili sulle conseguenze dell’uso delle sigarette elettroniche l’Unione Europea adotta un approccio prudente. È quanto sostenuto dalla commissaria europea alla salute Stella Kyriakidou in risposta a un’interpellanza dell’europarlamentare italiano Pietro Fiocchi sul tema della nuova direttiva sul tabacco. Kyriakidou ha aggiunto che la Commissione ha richiesto al comitato scientifico dei rischi sanitari, ambientali ed emergenti un parere scientifico anche sugli “effetti negativi” della sigaretta elettronica sulla salute, il loro ruolo nell’iniziazione al fumo e nella disassuefazione dal fumo e i rischi connessi alla loro composizione chimica. Quella che appare a prima vista una dichiarazione di buon senso nasconde tuttavia un vizio di approccio: perché chiedere un parere sugli “effetti negativi” invece che un più neutro “parere oggettivo” sulla base delle evidenze scientifiche? Il punto di Sigmagazine.

Sigarette elettroniche, l’Europa all’attacco: quali effetti negativi sulla salute?

 

 

GermaniaAtlante tabacco: troppi morti per malattie legate al fumo, ma nessuna apertura all’ecig
Il fumo resta la principale causa di morte evitabile in Germania. È il risultato dell’ultimo Atlante del tabacco, il rapporto pubblicato dal Centro tedesco per la ricerca sul cancro (DKFZ). Il controllo del consumo di tabacco costituisce un enorme potenziale per la prevenzione dei tumori, aggiunge il rapporto, che tuttavia non supporta l’impiego della sigaretta elettronica nelle terapie di disassuefazione dal fumo come accade in Gran Bretagna e, in parte, in Francia. Il DKFZ non è mai stato un grande amico del vaping e le sue posizioni ricalcano quelle ufficiali dell’Organizzazione mondiale per la sanità. I numeri di malattie e decessi resta impressionante per un paese sviluppato come la Germania. Nel 2018 circa 85.000 casi di cancro sono stati causati dal fumo e circa 127.000 persone sono morte a causa di malattie legate al tabacco. Ciò corrisponde al 13,3% di tutti i decessi, percentuale in crescita rispetto ai dati del 2013. Fumano ancora il 26,4% degli uomini e il 18,6% delle donne, nonché il 6% dei ragazzi di età compresa tra 12 e 17 anni e il 5,2% delle ragazze della stessa età. Esistono ancora notevoli differenze nella proporzione di fumatori tra i singoli stati federali. I costi economici provocati dal fumo sono stimati in 97 miliardi di euro all’anno. L’appello al legislatore è di intensificare l’azione di prevenzione con campagne antifumo e l’adozione dell’obiettivo di fare della Germania un paese smoking free entro il 2040. Non sfiora il dubbio che gli strumenti nuovi che la tecnologia mette a disposizione, come la sigaretta elettronica, possano aiutare a migliorare un bilancio piuttosto magro come quello degli ultimi anni.

Gran BretagnaScienziati a convegno (digitale) sulla sigaretta elettronica
Svolgimento online, come ormai consuetudine in questo anno pandemico, per l’E-cigarette Summit 2020, l’appuntamento ormai fisso che raccoglie personalità scientifiche, prevalentemente del mondo anglosassone, per fare il punto su scienza, normativa e salute pubblica nell’ambito della sigaretta elettronica. Confronto fra i più recenti studi scientifici sugli effetti del vaping sulla salute, approfondimenti sugli studi clinici relativi ai benefici dello svapo nei casi di malattie cardiovascolari, dibattiti sulle differenti legislazioni e sulle politiche antifumo dei vari governi, con un occhio particolare alla promozione o meno dell’ecig nelle strategie di riduzione del danno. Spazio anche a un tema divenuto sempre più importante negli ultimi anni: l’influenza dei media, la distorsione provocata da una tendenziosa e/o incompetente informazione, la difficoltà far passare la corretta informazione scientifica su un tema così divisivo. Su Sigmagazine una panoramica di orientamento sulla prima giornata del Summit.

E-cigarette summit 2020, scienziati a convegno sulla sigaretta elettronica

 

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