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Da una fattoria dell’Ohio, il tabacco Burley ha conquistato i palati di milioni di fumatori ed ora svapatori in tutto il mondo grazie alle sue caratteristiche uniche, che lo rendono un tabacco ideale per essere utilizzato in moltissime tipologie di miscele, prima fra tutte la famosa American Blend, di cui rappresenta una componente fondamentale.
La scoperta del tabacco Burley risale all'anno 1860. Il merito va ad un coltivatore dell’Ohio, il quale notò che alcune delle piante di Virginia differivano sensibilmente sia per aspetto che per la qualità della foglia. Inizialmente l’ignaro agricoltore decise di scartare queste piante, tuttavia l’anno successivo fece un tentativo e notò che esse differivano dal tradizionale Virginia anche nell'aroma, più fine e gradevole durante la fumata. A questo punto si rese conto di avere tra le mani qualcosa di unico. Si iniziarono quindi a selezionare le piante e, dal 1861 si inizia a coltivare una nuova varietà di tabacco negli stati dell’Ohio e del Kentucky. Questa nuova tipologia di pianta viene denominata Red Burley. Nel 1864, un altro coltivatore, tale signor Webb, notò che tra le piante di Red Burley, alcune avevano delle foglie decisamente più chiare che giungevano a maturazioni all'incirca quindici giorni prima rispetto al resto della piantagione. Vennero immediatamente selezionate le piante con tali caratteristiche e iniziò da quel momento la coltivazione di uno dei tabacchi ad oggi più utilizzati al mondo, il White Burley, poi chiamato semplicemente Burley.

In italia, il Burley iniziò ad essere coltivato solo circa trent’anni dopo, attorno al 1890. I coltivatori italiani ne apprezzavano particolarmente la alta produttività e la facilità della cura, se comparato al metodo di cura del Virginia. Purtroppo però, agli inizi del XX Secolo la coltivazione del Burley cessò poiché non riscontrò l’apprezzamento dei fumatori italiani, i quali non vi erano abituati. Furono i soldati americani a riportare in Italia in Burley, miscelato con il Virginia e con i tabacchi orientali all'interno delle sigarette che distribuivano a larghe mani ai nostri nonni e genitori. Fu così che anche in Italia si iniziarono a fumare le sigarette composte dalla miscela American Blend, che oggi costituisce la base per la produzione di quasi tutte le sigarette tradizionali.

Il tabacco Burley si caratterizza per una elevata carica di nicotina all’interno delle sue foglie e ad una bassissima (quasi nulla) presenza di zuccheri naturali. Queste caratteristiche sono dovute sia alla natura della pianta, ma anche al processo di essiccazione molto lungo che il burley subisce. Altra particolarità del tabacco Burley è la sua capacità di assorbire gli aromi, caratteristica che lo rende adatto per essere miscelato con altri tabacchi e fragranze in moltissimi tipi di prodotti per la pipa e trinciati per sigarette, nonché miscele per lo svapo.

La pianta del Burley è molto alta, in media raggiunge i due metri. Una pianta può contenere 40-50 foglie. Le foglie, dopo essere state essiccate e curate assumono una colorazione che varia dal marrone chiaro, al rossiccio, fino a raggiungere tinte di marrone anche molto scuro. La pianta del burley viene posta ad essiccare nella sua integrità, senza separare le varie foglie con avviene per gli altri tipi di tabacco. Il processo di cura che segue è detto “Air Curing” e si svolge in spazi ombreggiati al riparo dal sole dove le piante vengono poste a testa in giù. Questo particolare procedimento fa si che le foglie perdano quasi completamente il loro contenuto di zuccheri naturali, acquisendo una importante carica di nicotina.

Le coltivazioni di tabacco Burley contribuiscono per il 15% alla produzione globale di tabacco. Esso si può trovare negli Stati Uniti, negli stati del Kentucky, Tennessee, Ohio, Virginia, North Carolina, West Virginia, Missouri. 
In centro america lo si trova in Messico, mentre in Sud America in Brasile. Coltivazioni di Burley sono presenti in Corea del Sud e infine, in Italia.

Per i piccoli chimici è possibile estrarre con ottimi risultati il Pluebo Burley, se si accetta qualche eccipiente e "aroma naturale" il sontuoso Mc Baren Burley.

Devo fare una menzione speciale per una varietà di Burley che ho svapato qualche anno fa, estratta da un "collega alchimista" che oggi è diventato un produttore, che mi ha colpito molto. Si tratta di una varietà Burley che viene sottoposta a una duplice lavorazione: dopo la cura ad aria, infatti, le foglie sono umidificate e trinciate per poi essere torrefatte, bruciando legno di rovere. Questo trattamento conferisce al Semois, questo è il suo nome, il suo tipico aroma affumicato. Il microclima della Vallée de la Semois, famosa per le sue nebbie, offre un riparo dalle intemperie, dal vento, ma soprattutto garantisce un tasso di umidità particolarmente elevato che si è rivelato essere perfetto per il tabacco. Chiunque abbia anche solo una volta svapato il Semois, non può scordarne aroma e gusto. Per chi ancora non lo avesse capito… Il Burley Semois è il mio preferito! Il Semois. E' l'unico Burley che svapo volentieri in Blend, gli altri vengono utilizzati per le mie miscele.

Fra queste ne ho realizzata una che ho fatto assaggiare ad altri  amici svapatori e che ha riscontrato il loro gradimento: il BKO.
Si tratta di miscelare Burley, Kentucky e Oriental in proporzione 4+4+2. la prima versione è stata preparata con aromi commerciali ma, da quando la passione per l'estrazione mi ha permesso di ottenere aroma da tabacchi lavorati, utilizzo il Burley Pueblo con il Kentucky da Sigaro antico toscano e Oriental da foglie di un noto venditore on line. Non è necessario estrarre tabacchi lavorati per svapare un ottimo Burley: in commercio molti produttori ne offrono versioni di alto livello.

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Adesso, Renata1 ha scritto:

Al dotto testo di @Hakeretto aggiungo un compendio video

:12_slight_smile:

Andrea Alkemikosvapo! Il Vate dell'estrazione casalinga. Dobbiamo ad Andrea grande riconoscenza per aver condiviso le sue esperienze con chi voleva intraprendere la via del piccolo chimico.

Spero che un giorno faccia parte del Forum!

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