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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 2 all’8 agosto


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Nuova Zelanda – È legge la promozione dell’ecig come strumento per smettere di fumare
Il parlamento neozelandese ha approvato la legge che promuove i vaporizzatori come strumenti efficaci nelle terapie di abbandono del fumo, riconoscendo in questo modo le sigarette elettroniche come strumento per la riduzione del danno. Sulla minore dannosità dell’ecig rispetto alla sigaretta tradizionale è stato esplicito il ministro della salute Jenny Salesa, che ha citato gli studi britannici che hanno certificato una minore dannosità fino al 95%. Una legge equilibrata, l’ha definita Salesa all’indomani dell’approvazione parlamentare, che mette a disposizione dei fumatori un ulteriore strumento per smettere e che allo stesso tempo tutela i giovani ponendo limitazioni all’accesso e al consumo. I vaporizzatori di nicotina potranno essere liberamente venduti nei supermercati, nelle stazioni di servizio, nei negozi generici ma potranno anche essere aperti punti vendita esclusivamente dedicati alle sigarette elettroniche e ai liquidi di ricarica. Ulteriori dettagli sulla legge neozelandese nell’articolo di Sigmagazine.

Nuova Zelanda, sigarette elettroniche: riduzione del danno riconosciuta per legge

 

UsaCon il lockdown la vendita di ecig cala del 13,2 per cento
È stato pesante il calo di vendite dei prodotti del vaping sul mercato statunitense nei primi mesi della pandemia (negli Usa non si può davvero parlare di un’attenuazione della prima ondata). Secondo i dati diffusi dal centro di ricerca Nielsen, tra giugno e luglio le vendite di ecig hanno fatto registrare un -13,2%. Va meglio per le sigarette tradizionali, che nello stesso periodo hanno contenuto le perdite a -0,2%. Nel primo mese della pandemia, marzo, le sigarette di tabacco avevano addirittura registrato un rialzo delle vendite dell’1,1%. L’impatto del covid-19 è tuttavia solo una componente del risultato deludente. Più ancora hanno inciso le campagne mediatiche anti-vaping che hanno paradossalmente spinto molti utilizzatori dell’ecig a tornare al più dannoso tabacco e la difficoltà di tante piccole e medie aziende del settore ad accreditarsi presso la Food and drug administration a causa dei costi milionari dell’autorizzazione.

Stati Uniti, durante il lockdown crollano vendite di sigarette elettroniche

 

GermaniaDal vivo e online, l’opzione mista dell’edizione straordinaria di Intertabac
L’individuazione di nuovi modelli fieristici è la sfida che affronta l’intero settore per riprendere la propria attività dopo la paralisi degli scorsi mesi. Un modello a prova di pandemia. La sfida vale naturalmente anche per le fiere del vaping, alcune delle quali hanno già sperimentato appuntamenti esclusivamente digitali. Tra le varie iniziative c’è grande attesa per conoscere i dettagli dell’Intertabac di Dortmund, la principale fiera europea del tabacco e prodotti di inalazione. Su questa rubrica, lo scorso maggio, avevamo anticipato le prime indiscrezioni provenienti dalla Ruhr sullo studio di un formato alternativo che permettesse lo svolgimento di una fiera straordinaria nel prossimo autunno, in attesa della ripartenza nel formato tradizionale prevista per il 2021. Ora se ne sa di più. La formula prevista è l’ITS Hub, con lo svolgimento contemporaneo di eventi convenzionali e online. Da un lato la realizzazione di aree fisiche, progettate con pareti divisorie e spazi sufficienti per il distanziamento di sicurezza, in cui le aziende potranno presentare i propri prodotti. Dall’altro una piattaforma digitale su cui i visitatori di età pari o superiore a 18 anni potranno registrarsi e seguire il programma della manifestazione in tempo reale. Chissà che questa formula mista non si trasformi in un’esperienza di fiera più moderna, da sviluppare anche una volta terminata l’emergenza pandemica. Ulteriori iniziative, come l’invio di campionature di prodotti del tabacco direttamente a casa degli utenti verificati, nell’approfondimento di Sigmagazine.

UsaJuul, la domanda di autorizzazione all’Fda corredata dai maggiori studi scientifici in materia
Juul Labs ha annunciato di aver presentato alla Food and Drug Administration (Fda) la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio, ovvero la Premarket Tobacco Product Application (Pmta), per il sistema Juul, un prodotto elettronico per la somministrazione di nicotina (Ends). La richiesta di autorizzazione presentata da Juul Labs include vasta letteratura scientifica sulla cui base l’agenzia statunitense potrà valutare se i prodotti sono “adeguati ai fini della tutela della salute pubblica” a fronte dei rischi e dei benefici per l’insieme della popolazione. La documentazione presenta dati scientifici ricavati dalle oltre 125.000 pagine dei 110 e più studi di valutazione di impatto del sistema. Allla fine dell’anno scorso, l’azienda, sotto la guida di Crosthwaite, si è assunta l’impegno di ridefinire il settore del vaping puntando a collaborare con gli enti di regolamentazione, con i legislatori, con gli organi della giustizia e della sanità e con gli altri stakeholder allo scopo di combattere la diffusione dei prodotti tra i minori e di aiutare i fumatori adulti ad abbandonare il fumo combusto. Una svolta rispetto all’atteggiamento spavaldo e arrembante che aveva caratterizzato gli anni della tumultuosa crescita di Juul. L’approfondimento di Sigmagazine.

UsaIl divieto di tabacco aromatizzato spinge i consumatori negli Stati confinanti
Un esempio di come le misure restrittive non ottengano i risultati auspicati arriva ancora una volta dal Massachusetts. La notizia non riguarda questa volta il vaping, dove come già riportato i divieti di liquidi aromatizzati hanno infiammato il mercato nero, ma il consumo di sigarette a base di tabacco aromatizzato. Il 1° giugno nello Stato nordamericano è entrato in vigore il divieto di vendere prodotti aromatizzati a base di tabacco, comprese le sigarette al mentolo. A prima vista, i dati iniziali suggerirebbero un successo per la salute pubblica: le vendite di marchi di sigarette sono diminuite del 9,2% nella prima metà del 2020 rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso, un risultato apparentemente accentuato dal divieto di giugno. In realtà le vendite di contrassegni fiscali nell’intera regione nord-orientale degli Stati Uniti (che oltre al Massachusetts comprende Connecticut, Maine, New Hampshire, New York, Rhode Island e Vermont) sono rimaste stabili nel confronto dei primi sei mesi del 2020 e del 2019, suggerendo che i consumatori del Massachusetts stiano acquistando i loro prodotti del tabacco negli Stati vicini. Un esempio da tenere a mente per quei legislatori che, sulla base di campagne sensazionalistiche, stanno adottando analoghi provvedimenti nei confronti del vaping.

MalesiaIl 93% dei malesi favorevoli a inasprire la lotta al contrabbando di tabacco
In questo periodo è balzato sulle prime pagine dei quotidiani locali asiatici il tema della lotta al contrabbando di sigarette. Dopo il Vietnam anche in Malesia a spingere la questione sul piano politico sono i consumatori, spalleggiati in questo caso da un’interessata British American Tobacco. Un sondaggio a livello nazionale promosso dalla multinazionale del tabacco, il 97% degli interpellati si è detto favorevole ad immediate azioni da parte delle autorità politiche di contrasto al commercio illegale di sigarette. Tra i motivi principali che impediscono un’efficace azione pubblica vengono indicati corruzione (38%), tassazione elevata (27%) e carenza di risorse a disposizione delle agenzie pubbliche (19%). Il mercato nero del tabacco costa allo Stato della Malesia più di un miliardo di dollari in tasse evase.

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Questo articolo è stato importato in modo automatico da Sigmagazine

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