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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 26 luglio al 1 agosto


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FranciaStudio su scala di tossicità: l’ecig sbaraglia tutti, è la meno dannosa
Ancora un esito molto incoraggiante in termini di tutela della salute per coloro che intendono passare dal tabacco al vaping viene da uno studio realizzato in Francia. Questa volta si tratta di una ricerca affidata all’Istituto Pasteur di Lille, finanziata dal National Cancer Institute e coordinata da Romain Dusautoir. I ricercatori  hanno analizzato i livelli di carbonile e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) nelle emissioni di una sigaretta standard (3R4F), nel fumo del riscaldatore Iqos (Htp) e in tre dispositivi di svapo (due box – Mb18W e Mb30W – e una Ego -Lounge- ). Risultato: fatto 100 il danno delle sigarette tradizionali, i riscaldatori di tabacco sono dannosi 23 mentre le sigarette elettroniche sono dannose 1. “A temperature normali, il contenuto di carbonile nelle emissioni di vaping è solo una piccola parte dei livelli inalati dagli utenti di prodotti del tabacco”, hanno affermato i ricercatori. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Direct, Sigmagazine ne illustra metodologie e dettagli.

Istituto Pasteur rivela la scala di tossicità: tabacco 100, Iqos 23, sigaretta elettronica 1

 

GermaniaSu spinta dei Verdi il parlamento discuterà di tassa sui liquidi
Nel Bundestag si torna a parlare di una nuova regolamentazione fiscale per il liquidi per sigaretta elettronica. Lo spunto è dato da una richiesta di audizione avanzata da un gruppo di deputati verdi lo scorso maggio sul tema di un’estensione della direttiva europea sul tabacco ai prodotti del vaping, accolta dalla commissione Finanze del parlamento tedesco. Gli ecologisti spingono per un innalzamento delle imposte sui liquidi. L’audizione, fissata per il prossimo autunno, coinvolgerà anche le commissioni Salute e Affari europei. Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha già fatto sapere che il governo potrà eventualmente mettere mano alla tassazione sui liquidi solo in accordo con l’Unione Europea. È dunque necessario che gli Stati membri trovino prima un compromesso e solo dopo Berlino potrà muoversi. I verdi sostengono che il governo tedesco dovrebbe invece rendersi promotore di un innalzamento della tassa specifica proprio in questi mesi, quando detiene la presidenza del semestre europeo (che è iniziata il 1° luglio e si concluderà il 31 dicembre). Dopo il dibattito che ha accompagnato il varo delle normative sulla pubblicità, la questione delle tasse sui liquidi rischia di accompagnare operatori e consumatori del vaping nei mesi autunnali.

UsaRiscaldatori di tabacco, nuova puntata dello scontro Trump-Oms
Lo scontro tra l’amministrazione Trump e l’Organizzazione mondiale della sanità scoppiato all’indomani della pandemia prosegue sul terreno dei riscaldatori di tabacco. Se da un lato gli Usa hanno riconosciuto, attraverso la Food and drug administration, ai prodotti a tabacco riscaldato lo status di prodotti a rischio modificato, dichiarandone la minore tossicità rispetto alle sigarette tradizionali, l’Oms ha pubblicato una nota nella quale ha ricordato agli Stati membri i loro obblighi in materia di tabacco ai sensi della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc) proprio in relazione ai prodotti a tabacco riscaldato (Hnb). Monito che non vale però per gli Usa che non sono parte della Convenzione quadro dell’Oms sul controllo del tabacco. In cosa consiste lo scontro e perché il settore del vaping è uno spettatore interessato nell’articolo di Sigmagazine.

GermaniaDagli esperti federali il consiglio a smettere di fumare con l’ecig
Nonostante le resistenze, anche nella “conservatrice” Germania si sta facendo largo una nuova opinione sul ruolo del vaping nelle terapie anti-fumo. In una recente intervista alla tv pubblica Rbb (canale regionale di Berlino-Brandeburgo) Elke Pieper, dell’Istituto federale per la valutazione del rischio ha elogiato la sigaretta elettronica come una valida alternativa al fumo. Da tempo analizziamo le sostanze inalate dagli svapatori e i nostri studi dimostrano con chiarezza che le sostanze assunte attraverso il vapig sono molto meno dannose rispetto a quelle inalate con la sigaretta tradizionale, ha detto Pieper. Al momento sono in corso studi sugli effetti rispetto alle malattie cardiovascolari, studi che non consentono ancora di trarre conclusioni definitive, ha proseguito l’esperta, ma tutto lascia immaginare che anche su questo aspetto i danni alla salute siano molto minori rispetto a chi fuma il tabacco e questo spingerebbe a sostenere un completo passaggio dal fumo allo svapo. Pieper ha ricordato che esistono già esperti delle dipendenze o terapeuti comportamentali che suggeriscono la sigaretta elettronica con i liquidi a differente gradazione di nicotina a quei pazienti che non riescono a smettere di fumare con i metodi tradizionali. Il consiglio: passare dal fumo all’ecig e poi provare con il tempo a ridurre e smettere anche con il vaping. È un percorso che in molti casi funziona.

GiordaniaThe Guardian: l’influenza delle Big Tobacco è causa del tasso record di fumatori
La forte influenza dell’industria del tabacco è la causa dell’alto numero di fumatori in Giordania. Lo ha rivelato un articolo del Guardian. Con un tasso di fumatori del 60% fra gli uomini e del 17% fra le donne, la Giordania si colloca al primo posto nel mondo, superando l’Indonesia, a lungo considerata il luogo con il più alto livello di consumo di tabacco al mondo. L’uso della sigaretta elettronica, pure diffuso, è riuscito solo in minima parte a limitare i danni. Secondo uno studio del governo, condotto nel 2019 in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, più di otto uomini giordani su 10 fumano o usano regolarmente prodotti a base di nicotina, comprese le sigarette elettroniche. Alto anche il consumo quotidiano medio: i giordani di sesso maschile che fumano regolarmente consumano in media 23 sigarette al giorno, secondo lo studio. I critici attribuiscono gli alti tassi di fumo della Giordania in buona parte all’influenza di Big Tobacco, ha commentato il quotidiano britannico, che secondo loro opera con meno restrizioni rispetto ad altri paesi.

VietnamTabacco e contrabbando miscela esplosiva. Ma l’ecig non è un’alternativa
Ammonta a 366,4 milioni di dollari all’anno il danno fiscale per l’erario vietnamita arrecato dal contrabbando di sigarette. È quanto riporta il quotidiano locale Vietnam News. In più, il commercio illegale di sigarette accresce la quota di fumatori nel paese. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il tasso di fumatori in Vietnam ha superato il 45%, con una tendenza in crescita soprattutto fra i giovani. Per Nguyen Mahn Hung, presidente della Vietnam Consumer Protection Association, le alte tasse sull’importazione volute dal governo stanno favorendo il lavoro dei contrabbandieri, i cui profitti sono molto alti. Il Vietnam è al terzo posto nella regione del Sud-Est asiatico per il livello di contrabbando. Il vaping però non è considerato dalla maggioranza della classe politica un’alternativa da perseguire per ridurre il tasso di fumatori: in un recente confronto con il ministro della Salute, i deputati dell’opposizione hanno criticato il governo anche per una presunta indulgenza nella diffusione delle ecig. Il paese pare al momento senza vie d’uscita nella lotta al tabagismo.

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Questo articolo è stato importato in modo automatico da Sigmagazine

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