Jump to content

I tabaccai: “Vogliamo guadagnare di più anche con le sigarette elettroniche”


Recommended Posts

tabaccheria-covid19.jpg

Si chiamano Tabaccai d’Italia. Al momento vivono solo su Facebook attraverso una pagina pubblica creata un mesetto fa. Ma l’intento è ambizioso: pungolare al fianco la Federazione Italiana Tabaccai (Fit), il massimo organo di rappresentanza sindacale degli operatori su strada di tabacchi, giuoco e prodotti di monopolio. Hanno redatto una lista con le quindici priorità che il sindacato dovrebbe portare avanti innanzi le autorità politiche, fiscali ed economiche del Paese. Quindici punti che appaiono assai difficili da realizzare, se non addirittura utopistici. Ma come diceva un vecchio saggio: bisogna sempre chiedere 100 per ottenere 10. E così hanno fatto. Le richieste vanno dall’abolizione dei canoni su giuochi e servizi, all’incremento degli aggi; dai distributori automatici con riconoscimento delle impronte digitali, allo sbarramento di nuove licenze; dalla cancellazione dei canoni nel periodo del lockdown, alla riscrittura delle regole sulle fidejussioni.
Un discorso a parte merita invece l’atteggiamento mantenuto nei confronti delle sigarette elettroniche, per due volte citate all’interno del documento nonostante nel loro canale di vendita rappresentino una percentuale irrisoria. E proprio per questo spingono il piede sull’acceleratore, chiedendo maggiori controlli nei confronti dei negozi specializzati in sigarette elettroniche. “Noi tabaccai – si legge – non possiamo essere i soli ad essere continuamente controllati da Monopoli di Stato, Finanza ed altri organi competenti. Chiediamo che medesimi controlli siano eseguiti presso i negozi che vendono sigarette elettroniche che ancora oggi vendono liquidi non premiscelati consentendo al cliente finale un risparmio che noi tabaccai, rispettando le leggi, non possiamo garantire. E in molti casi non rispettano il divieto di vendita ai minori di liquidi contenenti nicotina”. Quindi, non controlli volti a tutelare la sicurezza del consumatore ma indirizzati a salvaguardare i ricavi economici dei tabaccai. Posizione del tutto legittima che, una volta tanto, viene espressa senza alcun velo di ipocrisia. E infatti, lo scrivono ancora più chiaramente quando toccano l’argomento della vendita di cannabis light. “Chiediamo che la Fit – dicono –  presti massima attenzione alla questione. Se ci dovesse essere una regolarizzazione del settore ne chiediamo l’esclusività di vendita. Non vogliamo farci scappare l’ennesimo business come avvenuto con le sigarette elettroniche. Queste ultime ci hanno sottratto un notevole margine di guadagno considerando la continua migrazione dei tabagisti verso prodotti meno nocivi”. A differenza dei vertici sindacali della Fit che costantemente ripetono che i tabaccai rappresentano un baluardo a tutela della salute dei cittadini (sic!), finalmente qualcuno ha davvero centrato il problema, senza nascondersi dietro una dialettica strumentale. I negozianti – di qualunque categoria merceologica – hanno come obiettivo il business. Siano essi farmacisti, edicolanti, pizzaioli o tabaccai. Nessuno lavora per la gloria né apre un’attività commerciale senza la certezza di un giusto guadagno. La franchezza con cui il gruppo dei Tabaccai d’Italia ha esposto le proprie rivendicazioni fa loro onore. Si possono discutere, contestare, giudicare le richieste ma si deve dare atto dell’onestà di fondo che sta guidando la loro battaglia. Condotta pubblicamente e alla luce del sole. Una qualità che troppo spesso al giorno d’oggi viene a mancare.

474x95_sigmagazine_tutti-brand.jpg

L'articolo I tabaccai: “Vogliamo guadagnare di più anche con le sigarette elettroniche” proviene da Sigmagazine.

Questo articolo è stato importato in modo automatico da Sigmagazine

Link to post
Share on other sites
Il 30/7/2020 at 11:42, Amministratore ha scritto:

che i tabaccai rappresentano un baluardo a tutela della salute dei cittadini

Ma certo! E questi consumatori di ecig non lo vogliono capire, continuano a sceglierla,  che di qualcosa bisognerà pur morire, quindi morire di tabagismo che differenza fa?

Quando fumavo ancora adolescente non ho incontrato un solo tabaccaio che si sia rifiutato di vendermi le sigarette; da adulta non mi è capitato di vedere un solo tabaccaio che abbia chiesto i documenti a un minorenne: il massimo è stata la commedia del sono per papà? E sì sì sono per papà, con malizioso sorrisetto finale. E la stessa cosa per l'alccol, e le ecig. Allora diciamo che ci sono da una e dall'altra parte dei commercianti che pensano solo al guadagno e stop; ammetterlo è più decente e forse innescherà il solo meccanismo utile del tabaccaio o barista o venditore di ecig che controlla l'opera dei suoi colleghi invece di chiudere un occhio o raccontare fiabe per lamentarsi senza capire la necessità di innovarsi, studiare, investire.

Da non crederci che l'abbiano messo anche nero su bianco a futura memoria. 

:38_worried:

 

Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Restore formatting

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

  • Chi è Online

    No members to show

×
×
  • Create New...

Important Information

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati trattano dati personali e fanno uso di cookie o altri identificatori necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy , per saperne di piu' o negare il consenso consulta la nostra COOKIE POLICY Dichiari di accettare l’utilizzo di cookie o altri identificatori chiudendo o nascondendo questa informativa, cliccando un link o un pulsante o continuando a navigare in altro modo.