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Fumo e covid-19: meno fumatori ospedalizzati ma esiti peggiori

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I fumatori ospedalizzati per covid-19 sono molti di meno di quanto ci si aspetterebbe in proporzione ai tassi di fumo, ma la malattia per loro ha esiti peggiori. È questo l’esito di una meta-analisi che ha analizzato trenta studi sull’associazione fra fumo e la malattia causata dal virus Sars-cov-2. Si tratta al momento della più grande meta-analisi sulla materia ed è stata appena pubblicata su Therapeutic Advances on Chronic Diseases. Il lavoro si intitola “Current smoking, former smoking, and adverse outcome among hospitalized COVID-19 patients: a systematic review and meta-analysis” ed è stato condotto da Konstantinos Farsalinos e Anastasia Barbouni dell’Università dell’Attica occidentale, Konstantinos Poulas dell’Università di Patrasso, Riccardo Polosa e Pasquale Caponnetto dell’Università di Catania e Raymond Nyaura della New York University.
In base ai risultati di questa analisi, il numero dei fumatori ospedalizzati per covid-19 è fra 3 e 4 volte inferiore a quello che ci si aspetterebbe, in base alla prevalenza dei fumatori nella popolazione generale. I pochi fumatori che sono stati ricoverati in ospedale, continua lo studio, hanno però il 53-59% di maggiori probabilità di avere un esito grave, rispetto ai non fumatori. Dunque, affermano gli autori, emerge in maniera coerente che il rischio di maggiori complicazioni è limitato solo ai fumatori ospedalizzati e non generalizzato a tutti i fumatori.
Pur raccomandando a tutti di smettere di fumare, gli autori ritornano sulla necessità di indagare sull’ipotesi che la nicotina farmaceutica abbia potenziali effetti benefici sul covid-19, nascosti in parte dalla tossicità del fumo. Questo potrebbe anche spiegare la maggiore probabilità di esito grave nei fumatori ospedalizzati: l’improvvisa interruzione dell’assunzione di nicotina che segue il ricovero, li priverebbe dei potenziali effetti benefici della stessa. Per questo motivo, il Royal Glamoran Hospital in Galles già da qualche mese somministra di routine cerotti alla nicotina ai fumatori ricoverati con covid-19. Sull’ipotesi dell’effetto protettivo della sostanza è già stato pubblicato uno studio peer-reviewed,  sempre condotto da Farsalinos, Barbouni e Nyaura.

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