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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 7 al 13 giugno


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Usa/ItaliaLa guerra dell’informazione negli States apre il dibattito virtuale di Vapitaly

Si tratta dell’edizione di Vapitaly, per l’occasione in versione digitale, ma l’evento di apertura coinvolge due opinion leader internazionali, Phil Busardo e Dimitris Agrafiotis, e un tema che i lettori di questa rubrica sono abituati a seguire in tutte le sue sfaccettature: “Stati Uniti e sigaretta elettronica, la guerra dell’informazione”. L’appuntamento è per oggi, sabato 13 giugno, a partire dalle 11. Potete restare sullo strumento con il quale state leggendo Svapoworld e collegarvi direttamente con il palco virtuale della fiera. Sigmagazine modera il confronto.

 

CinaHong Kong rompe l’assedio asiatico e apre all’ecig come strumento a danno ridotto

Il governo di Hong Kong ha deciso di valutare con favore i prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche come strumenti di riduzione del danno e di investire in informazione e ricerca al fine di sostenere gli strumenti alternativi alla sigaretta tradizionale. Una svolta decisa in senso “britannico” per una realtà entrata nell’orbita cinese che mantiene tuttavia una sua autonomia gestionale proprio in questi giorni messa alla prova da decisioni politiche di Pechino. Sul fronte sanitario si tratta anche di una forte rottura nei confronti delle politiche proibizioniste che dominano la politica dei Paesi asiatici nei confronti del vaping. Una decisione salutata con soddisfazione dalla Coalition of Asia Pacific Tobacco Harm Reduction Advocates, gruppo che tutela la diffusione dei nuovi prodotti di somministrazione della nicotina nell’area pacifico-asiatica e che da oggi si sente un po’ meno sola nella battaglia per la riduzione del danno. L’approfondimento su Sigmagazine.

Hong Kong riconosce la sigaretta elettronica come strumento a danno ridotto

 

EstoniaSospendere la tassa sui liquidi per combatterne il contrabbando

Stare come l’Estonia sul fronte più esterno dell’Unione Europea significa lottare quotidianamente contro il flagello del contrabbando. Vale per molti prodotti e quindi anche per il vaping, i cui prodotti illegali penetrano dalla Russia nell’Ue attraverso la porta sul fiume Narva. Ma in parte questo traffico arriva in Estonia avendo già scavalcato le frontiere comunitarie sui cargo che dalla Finlandia solcano le onde del Mar Baltico. Per fronteggiarlo l’Estonia, paese noto per un sano pragmatismo, sta discutendo una legge che potrebbe sospendere per due anni l’applicazione delle imposte sui liquidi di ricarica per sigarette elettroniche. Una misura che permetterebbe, a detta del legislatore, di controllare molto più efficacemente il commercio di frontiera legato al mercato nero. Il senso della nuova legge, che potrebbe entrare in vigore il prossimo dicembre, è che interrompere la riscossione delle accise offrirà agli imprenditori l’opportunità di ridurre il prezzo dei liquidi per sigarette elettroniche, incoraggiando i consumatori ad acquistare i prodotti legali.

L’Estonia va controcorrente: via la tassa sui liquidi per sigaretta elettronica

 

SvizzeraSuccesso del progetto pilota a Olten: il 14,1% dei fumatori ha smesso grazie all’ecig

Il progetto pilota varato alla fine del dicembre 2018 a Olten, cittadina di 18.000 abitanti nel cantone svizzero di Solothurn (in italiano il cantone di Soletta), che prevedeva l’utilizzo della sigaretta elettronica nel quadro di terapie antifumo, è stato un successo. È quanto hanno dichiarato i promotori di Suchthilfe Ost, un’organizzazione di servizi sociali a sostegno della lotta alle dipendenze. Il 14,1% dei fumatori coinvolti nel progetto hanno definitivamente detto addio al fumo grazie alla sigaretta elettronica, due terzi di essi è poi riuscito nei mesi successivi anche a smettere di svapare. Una percentuale giudicata di tutto rispetto da Reno Sami, responsabile dell’organizzazione, in un Paese dove ancora il 27% della popolazione di età superiore ai 15 anni è dipendente dal tabacco: una quota peraltro che non ha subito mutazioni dal 2007. Tempo dunque per sperimentare ufficialmente terapie alternative a quelle in vigore.

 

UsaStudio: politiche pro-vaping come in Uk potrebbero strappare al tabacco 196 milioni di fumatori

L’adozione di politiche che incentivano l’uso della sigaretta elettronica nelle terapie contro il fumo, sul modello di quelle in vigore in Gran Bretagna, potrebbe ottenere il risultato di strappare dalla dipendenza dal tabacco 196 milioni di fumatori in tutto il mondo. È la stima cui giunge una complessa e approfondita analisi compiuta dal Consumer Choice Center (Ccc), organizzazione indipendente no-profit nata nel 2017 da una evoluzione di Students for Liberty. Basata su dati raccolti da fonti autorevoli come l’osservatorio EcigIntellicence, Global State of Tobacco Harm Reduction, Eurobarometro, Public Health England e il britannico Institute of Economic Affairs, la ricerca del Ccc prende come riferimento le politiche sanitarie britanniche, esamina i numeri di 61 Paesi suddividendoli in categorie differenti a seconda del tasso di svapatori. I risultati che emergono rivelano che nei Paesi con prevalenza di svapatori inferiore all’1%, i fumatori diminuirebbero fino al 25%. Per quelli con percentuale di vaper fra l’1 e il 2,99% (compresa l’Italia) la riduzione sarebbe fra il 12,5 e il 25% e fra il 5 e il 12,5% per quelli con prevalenza fra il 3 e il 4,99%. L’approfondimento su questo importante studio è nelle pagine di Sigmagazine.

Sono 196 milioni i fumatori che potrebbero passare alla sigaretta elettronica

 

UsaRivista americana pubblica studio italiano: su ecig serve più informazione fra i medici

La rivista HSOA Journal of Community Medicine and Public Health Care ha pubblicato uno studio firmato da tre autori italiani, dal quale emerge la necessità di una maggiore formazione del personale medico e sanitario sulle potenzialità della sigaretta elettronica come strumento per favorire la cessazione del fumo. Gli autori sono Fabio Beatrice, responsabile del Centro anti fumo dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, la psicologa Giuseppina Massaro e la giornalista scientifica Johann Rossi Mason (quest’ultima, per la precisione, italo-americana). La rivista statunitense riporta il dato secondo cui tre medici su dieci ritengono che le sigarette elettroniche siano strumento efficace per la cessazione del fumo. Il dettaglio dello studio, che ha interpellato 256 operatori sanitari europei, nell’approfondimento di Sigmagazine.

Medici e sigaretta elettronica: 3 su 10 la consigliano ma serve più formazione

 

UsaEcig, anche le donne conservatrici criticano la disinformazione dell’Oms

Ancora code di polemiche sulla giornata antifumo dell’Organizzazione mondiale della sanità, peraltro sempre più nel mirino su un altro fronte, quello delle ondivaghe prescrizioni sul Covid-19. La posizione pregiudiziale verso il vaping, rinforzata proprio in occasione della giornata che celebra la lotta al tabagismo, si è attirata le critiche anche dell’Independent Women’s Forum (Iwf), un’organizzazione no profit femminile di area conservatrice fondata nel 1992. In una clip diffusa proprio il 31 maggio, Julie Gunlock, direttrice del Centro per il progresso e l’innovazione dell’Iwf, denuncia la disinformazione sulle sigarette elettroniche portata avanti per tanti anni dall’Oms e chiede l’immediata cessazione di queste campagne. Sigmagazine ha approfondito le critiche lanciate dalla fondazione americana,

Forum donne: l’Oms diffonde disinformazione sulle sigarette elettroniche

 

Gran BretagnaSpy-story al mentolo all’ombra delle multinazionali del tabacco

Una guerra di spionaggio industriale degna della miglior tradizione dei romanzi triller. Si starebbe combattendo nel Regno Unito fra due giganti del tabacco, British American Tobacco e Japan Tobacco International. Al centro della contesa le sigarette tradizionali al mentolo, la cui vendita è ormai vietata dallo scorso 20 maggio. Bat ha accusato Jti di continuare a venderle, basando la propria denuncia su analisi scientifiche che il gruppo anglo-britannico avrebbe svolto nei propri laboratori su prodotti dei concorrenti. Jti, dal canto suo, respinge ogni accusa sostenendo che i livelli di mentolo contenuti in alcune sue sigarette siano entro i limiti consentiti dalla legge. la diatriba è arrivata sul tavolo di Bob Blackman, deputato conservatore, componente dell’intergruppo che si occupa di salute e prevenzione al fumo e da qui rimbalzata sui media britannici. Sigmagazine ricostruisce i contorni della spy-story al mentolo.

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