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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 10 al 16 maggio


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Gran BretagnaCovid-19, campagna pubblica (con ecig) per i pazienti fumatori
Un grande tema per chi si occupa di terapie antifumo in questa fase dell’emergenza pandemica è evitare che il disagio psicologico per quarantene e restrizioni e le preoccupazioni per il futuro economico possano spingere gli individui a fumare. vale per i non fumatori, ma vale ancor più per gli ex fumatori, il cui percorso di addio al tabacco resta sempre in bilico anche dopo aver smesso. In Gran Bretagna le autorità sanitarie e le associazioni per la salute hanno deciso di giocare d’attacco e di utilizzare proprio questo periodo di quarantena per convincere i fumatori ad abbandonare le sigarette. Il Centre for Health Research and Education ha avviato una campagna informativa, con semplici infografiche da scaricare, su come affrontare la questione fumo con i pazienti durante il covid-19. La campagna è indirizzata soprattutto ai medici di medicina generale, alle infermiere e agli operatori delle strutture di assistenza secondaria. E naturalmente, essendo in Uk, la sigaretta elettronica fa la sua parte. Tutto nell’approfondimento di Sigmagazine.

Nel Regno Unito il fumo si combatte anche con la sigaretta elettronica

 

SvizzeraOms: prudenza sugli studi che legano coronavirus, fumo e nicotina
L’Organizzazione mondiale della sanità, finita nel mirino di molte critiche per la gestione della crisi della pandemia, ha espresso preoccupazione per la leggerezza con cui da alcune parti vengono commentati gli studi ancora in una fase iniziale sul presunto effetto di tutela della nocotina nei confronti del contagio. L’invito a scienziati e media è di non amplificare studi non provati e di rammentare che, in caso di contagio da Covid-19, i fumatori rischiano un decorso assai più grave della malattia rispetto ai non fumatori. Sigmagazine illustra maggiori dettagli sulla dichiarazione che l’organizzazione sanitaria dell’Onu ha pubblicato sul proprio sito.

Covid-19, l’Oms preoccupata per gli studi su fumo, nicotina e coronavirus

 

OlandaDrammatiche conseguenze per la disinformazione sulle malattie polmonari Usa
Le conseguenze della disinformazione mediatica nel caso delle malattie polmonari negli Usa riverbera i suoi effetti negativi sulla salute pubblica anche a mesi di distanza. Secondo la Elektronische sigaretten bond (Esigbond), l’organizzazione del settori del vaping dei Paesi Bassi, il 45% degli svapatori che avevano abbandonato l’ecig alla fine dello scorso anno lo avevano fatto per paura dovuta alla disinformazione sui casi americani. Due terzi di costoro (molti dei quali erano ex fumatori) ha nel frattempo ripreso a fumare. Si concretizza così con dati di inchiesta il timore che molti operatori sanitari (specialmente in Europa) paventavano durante i mesi della campagna anti-vaping: il ritorno al tabacco di quanti erano riusciti a smettere passando alla sigaretta elettronica. Ora che le cause di quelle malattie sono ufficialmente accertate, sarebbe opportuno sostenere una informazione obiettiva sul vaping, scrive Esigbond.

 

Gran BretagnaUn successo il progetto pilota per aiutare con l’ecig chi vuol smettere di fumare
Il progetto pilota realizzato nel 2018 in una zona depressa del nord-est inglese finalizzato a incoraggiare i fumatori a passare alla sigaretta elettronica è stato un successo. È quanto emerge dallo studio intitolato “Using e-cigarettes for smoking cessation: evaluation of a pilot project in the North West of England”, coordinato dalla dottoressa Margaret Coffey dell’Università di Salford. Il programma, durato tre mesi, prevedeva la distribuzione gratuita dell’ecig e dei liquidi con nicotina e l’assistenza psicologica. Ha coinvolto 1022 fumatori. Uno su cinque ha smesso di fumare. I dettagli di questa esperienza nell’approfondimento di Sigmagazine.

 

Unione EuropeaVaping is not tobacco, le ragioni del fallimento
Da ogni esperienza, anche da quelle non coronate da successo, si ha modo di apprendere qualcosa. È il caso di Vaping is not tobacco, la petizione europea che puntava a chiedere alle istituzioni continentali di separare la legislazione del vaping da quella del tabacco, creando un ambito legislativo su cui poter poi intervenire per normare il vaping senza i vincoli tipici applicati ai prodotti del tabacco. Un’iniziativa che, sebbene contasse sul supporto di associazioni blasonate e di big del settore, non è riuscita a raggiungere i propri obiettivi. Sigmagazine offre spunti di riflessione sui motivi che hanno condotto al fallimento: “Il risultato, di gran lunga inferiore alle aspettative, ha consegnato una immagine del mondo del vaping ben diversa dai proclami e dalle dichiarazioni di unità che sentiamo spesso nei comunicati ufficiali. Ma soprattutto ha dipinto un settore molto frammentato, con associazioni molto più focalizzate su interessi propri che non sull’interesse comune“.

Sigaretta elettronica e partecipazione: lo specchio (appannato) dell’Europa

 

UsaSulla rivista Ajph focus sull’ecig: dialogo (e confronto) fra posizioni diverse
Recuperiamo dal fondo della scorsa settimana il focus sulla sigaretta elettronica pubblicato nell’edizione di giugno dell’American Journal of Public Health (Ajph), la rivista mensile peer-reviewed dedicata alla politica sanitaria e alla salute pubblica curata dall’American public health association. Sigmagazine ne illustra i contenuti principali. Di questi tempi particolarmente interessante il tentativo di far dialogare (e confrontare) posizioni differenti.

Sigarette elettroniche, fra riduzione del danno e protezione dei minori

 

Irlanda L’impatto della pandemia sull’industria del tabacco durerà anni
Mancano ancora stime apprezzabili sull’impatto che la pandemia di covid-19 avrà sul mercato globale del vaping. Ci sono invece le prime previsioni relative all’industria del tabacco. Le ha rese note l’istituto di ricerca di mercato con sede a Dublino Research and Markets in un rapporto appena pubblicato. Secondo gli esperti irlandesi, le conseguenze economiche si faranno sentire per diversi anni: “Sebbene nel breve termine l’impatto della pandemia sull’industria del tabacco sia stato meno drammatico nella maggior parte dei mercati mondiali (ma non in tutti), sarà bene evitare la tentazione di considerarlo come un effetto di breve periodo, in attesa di un rapido ritorno alla normalità”. Anche per un mercato tradizionalmente resiliente rispetto ai fenomeni di recessione economica si annunciano dunque tempi difficili.

 

IrlandaMedici: con la riapertura dei pub dopo l’emergenza covid divieto di fumo anche all’esternoPassata la fase più drammatica dell’emergenza pandemica, anche in Irlanda vengono gradualmente allentate le misure restrittive. Con la prevista riapertura dei pub, il Royal College of Physicians of Ireland (Rcpi), prestigioso istituto medico irlandese, ha lanciato un appello alle autorità politiche per introdurre il divieto di fumo anche all’esterno dei locali. L’adozione della distanza di sicurezza richiede che anche fuori dei pub riaperti venga mantenuto il divieto di fumare, sostiene il Rcpi, in modo da evitare l’esposizione dei clienti al fumo passivo.

 

GiapponeIn vigore il divieto di fumo in bar e ristoranti
È entrato in vigore anche in Giappone il divieto di fumo in bar e ristoranti. Le nuove regole riguardano i prodotti a base di tabacco tradizionale e non le sigarette elettroniche e i riscaldatori di tabacco. Dal divieto sono esclusi i negozi di tabacco. C’è anche un’altra eccezione: i gestori di bar e ristoranti possono allestire sale appositamente riservate per i fumatori, ma al personale minore di 19 anni sarà vietato servire in quelle sale.

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