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Lo scoop di Fanpage provoca sussulti in British American Tobacco


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Scoop o forzatura mediatica? È la domanda che da due giorni sta circolando tra gli insider del mondo del tabacco, dopo che il sito Fanpage.it ha divulgato alcuni documenti interni di British American Tobacco. Il contenuto dimostrerebbe la volontà dell’azienda di abbandonare gradualmente la vendita dei prodotti a rischio ridotto per cavalcare sempre di più la diffusione delle sigarette tradizionali. Secondo Giorgio Scura, il giornalista che ha curato l’inchiesta, le mosse future sarebbero determinate dalla volontà di puntare “a nuovi consumatori (soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e perfino su giovani e giovanissimi); opporsi a qualsiasi aumento delle accise per tutelare gli alti ricavi; contrasto ai prodotti a tabacco riscaldato, attraverso accise più alte, in quanto erodono il mercato delle sigarette normali; eliminazione delle sigarette elettroniche, soprattutto i sistemi “aperti”, cioè quelli che permettono la ricarica con liquidi al consumatore; eliminazione dei negozi di e-cig per dirottare la clientela solo in tabaccheria”. L’interpretazione del giornalista scaturisce dalla visione di un documento presentato lo scorso mese di marzo al Capital Markets Day. La reazione di Bat non si è fatta attendere. Schermata-2020-02-25-alle-12.40.45.pngPur essendo un documento appartenente alla casa madre londinese, la parte di avvocato difensore è stata assegnata al vicepresidente di Bat Italia, Alessandro Bertolini (in foto). “Quanto rappresentato nell’articolo in questione sulla base di quanto esposto – afferma nella sua risposta a Fanpage.it – è totalmente privo di fondamento e concretizza una gravissima offesa all’immagine e alla reputazione della nostra azienda. L’obiettivo di Bat è quello di perseguire per i propri consumatori un futuro migliore, “a better tomorrow”, attraverso la riduzione dell’impatto sulla salute del proprio business fornendo ai consumatori prodotti soddisfacenti e meno rischiosi lasciando ai consumatori libertà di scelta in base a informazioni supportate da evidenze scientifiche. Sono attualmente 11 milioni su scala globale gli utilizzatori della nostra gamma di prodotti a potenziale rischio ridotto “New categories” non soggetti a combustione, con e senza nicotina e con e senza tabacco”. Bat ha annunciato di aver dato mandato ai legali di avviare una procedura giudiziaria per diffamazione nei confronti del giornalista e del direttore responsabile della testata. Per tutta risposta, e a dimostrazione di quanto è stato scritto, nell’articolo in questione sono state aggiunte delle pagine del documento citato: in alcune si vede l’andamento della vendita di prodotti a tabacco riscaldato, in altre il giudizio interno su prodotti commercializzati negli Usa e nel Regno Unito. Interessante la slide che dimostrerebbe come l’attenzione di Bat nei prossimi anni sarà incentrata sui prodotti del vapore a sistema chiuso, venduti soprattutto attraverso il canale delle tabaccherie. I grafici pubblicati rappresentano l’evoluzione della strategia commerciale dal 2013 al 2023 e dei gusti dei consumatori: secondo la proiezione della multinazionale, entro tre anni quasi due su tre preferiranno le sigarette elettroniche closed system.
In tutta questa storia una sola cosa appare certa: sono in atto grandi cambiamenti nel mondo del tabacco e probabilmente la causa è da ricercarsi proprio nell’apertura di sentieri per esso ancora poco esplorati: i prodotti del tabacco di nuova generazione, ovvero i riscaldatori e le sigarette elettroniche. Dalla loro le multinazionali hanno capillari distribuzioni e rete vendita, oltre a imponenti risorse finanziarie da investire. Contro di loro giocano però fattori che nel vaping si sono sempre dimostrati vincenti: i tempi di reazione e il lancio di nuovi prodotti. Velocità e varietà, insomma. Caratteristiche che pongono le multinazionali nel perenne bisogno di rincorrere e di rincorrersi in una gara dove tutte diventa lecito, sgambetti compresi.

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