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SVAPOWORLD – Notizie internazionali dall’8 al 14 marzo


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UsaStudio: la sigaretta elettronica può prolungare la vita di milioni di fumatori
Proprio dal Paese in cui si è propagata una campagna anti-scientifica sugli effetti del vaping giunge uno studio che contribuisce alla sua riabilitazione. La ricerca è stata pubblicata dall’American Consumer Institute e si basa su un’attenta analisi comparativa dei provvedimenti politico-saniotari adottati in materia di vaping e sul loro impatto su abitudini e flussi di fumatori. Il risultato emerso supporta la tesi che le sigarette elettroniche potrebbero aiutare a prolungare la vita di milioni di consumatori se gli Stati le inserissero nelle strategie di riduzione del danno da tabacco. I principali punti a sostegno della tesi: “Esistono prove schiaccianti che le sigarette elettroniche sono molto meno dannose delle sigarette combustibili; costituiscono uno degli aiuti di cessazione più comuni ed efficaci disponibili per i fumatori; alcune prove empiriche inoltre ritengono che sia poco frequente che un minori utlizzi la sigaretta elettronica se non ha mai fumato in precedenza“. L’articolo di Sigmagazine.

glantz-283x300.jpgGran BretagnaSollevazione di scienziati contro lo studio sull’effetto Gateway: ritiratelo!
Ne avevamo parlato in questa rubrica già due settimane fa, quando Clive Bates, polemista sui principali media internazionali ed ex consulente del governo gallese, aveva preso spunto dalla ritrattazione da parte del Journal of American Heart Association del lavoro degli americani Stanton Glantz e Darma Bhatta (che metteva in relazione l’uso della sigaretta elettronica e il rischio di infarto) per  mettere nel mirino un’altra contestata ricerca di Glantz: quella sull’effetto Gateway, pubblicata sulla rivista Pediatrics. Teoria secondo la quale l’uso della sigaretta elettronica sarebbe in realtà un mezzo, una passerella, per introdurre i giovani al consumo quotidiano del tabacco tradizionale. Bates non è solo in questa battaglia. Al suo fianco, ha scritto la rivista Vice, sono scesi in campo ricercatori e scienziati americani chiedendo a gran voce il ritiro anche di questo studio, le cui conclusioni sono basate su metodologie errate, peraltro smentite da successivi e più accurate ricerche. Lo studio sull’effetto Gateway “sarebbe già dovuto essere ritirato“, ha dichiarato Brad Rodu, professore di medicina e presidente della ricerca sulla riduzione del danno del tabacco presso l’Università di Louisville. E, come ricorda Vice, altri nomi noti chiedono il ritiro dello studio di Glantz come Raymond Niaura, presidente ad interim del Dipartimento di epidemiologia dell’Università di New York, che studia dipendenza e trattamento del tabacco, e il suo collega David Abrams, professore di scienze sociali e comportamentali. “Glantz è incredibilmente intelligente“, ha detto Niaura, “è in grado di girare una storia e tessere statistiche fino al punto in cui è semplicemente troppo faticoso per le persone approfondire e capire cosa c’è che non va in esse. Una personia di medio livello non lo farà mai e gli crederà sulla parola“. È quello che fanno molti giornalisti a digiuno di nozioni medico-scientifiche, tuttavia alla ricerca di spunti sensazionalistici sul vaping.

Usa – Coronavirus e vaping. Farsalinos: irresponsabile diffondere allarmi privi di base scientifica
Il cardiologo greco Konstantinos Farsalinos, uno dei protagonisti della comunità scientifica pro vaping, ha criticato le parole pronunciate dal sindaco di New York Bill de Blasio, secondo il quale “fumare e svapare rende le persone contagiate dal coronavirus più vulnerabili a malattie gravi“. È un comportamento irresponsabile, ha detto Farsalinos, giacché persone che hanno la responsabilità di dare linee guida si affidano ad affermazioni che, per quanto riguarda il vaping, non hanno base scientifica. Dalle prime e molto parziali indicazioni che si hanno dai contagiati non è possibile trarre conclusioni generali né tanto meno definitive nemmeno sul fumo. Riguardo al vaping, che è diverso dal fumo, non vi è al momento alcuna evidenza scientifica che leghi l’uso di sigarette elettroniche all’infettività del virus o alla progressione della malattia. Ci sono anzi prove scientifiche sulle proprietà antibatteriche e antivirali del glicole propilenico (uno dei principali ingredienti dei liquidi) vaporizzato, ha aggiunto il cardiologo greco, ma è corretto dire che tali proprietà non riguardano questo ceppo di coronavirus, sconosciuto in quanto nuovo. E dunque, pur non potendo escludere la possibilità che l’uso del glicole propilenico possa avere degli effetti positivi, è necessario approfondire ricerche e analisi di laboratorio durante la crisi in corso. L’approfondimento delle dichiarazioni di Farsalinos nell’articolo di Sigmagazine.

oms-palazzo-300x177.jpgRussia – Emergenza pandemia, slitta consultazione Oms sulle sigarette elettroniche
Avrebbe dovuto svolgersi a Mosca, dal 2 al 3 aprile, la consultazione globale sulle sigarette elettroniche organizzata dall’Organizzazione mondiale della sanità, ma l’Oms e il ministero della Sanità russo hanno di concerto deciso di far slittare l’appuntamento. La consultazione avrebbe dovuto occuparsi principalmente dei sistemi elettronici per la somministrazione di nicotina (Ends), di quelli senza nicotina (Ennds) e dei prodotti a tabacco riscaldato. Una nuova data non è stata annunciata, si seguirà comprensibilmente l’evolversi del contagio pandemico.

Svizzera – Oms, non vi sono prove della minore tossicità dei riscaldatori di tabacco
Se la consultazione globale di Mosca è stata rinviata, l’Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso una scheda informativa che riguarda i prodotti a tabacco riscaldato. Nel testo, dopo una chiara differenziazione fra prodotti a tabacco riscaldato e prodotti del vaping, è scritto: “Non vi sono prove che dimostrino che gli Htp siano meno dannosi dei prodotti del tabacco tradizionale“. Gli Htp contengono sostanze chimiche che non si trovano nel fumo di sigaretta, prosegue la scheda dell’Osm, e possono avere effetti sulla salute. Su Sigmagazine l’approfondimento di questa prima nota.

Arabia Saudita – Divieto di shisha e tabacco per preservare i cittadini dal coronavirus
Shisha e tabacco banditi da caffè, bar e ristoranti in molte città. È la misura entrata in vigore in Arabia Saudita con l’obiettivo – dichiarato dal ministro della municipalità e dell’agricoltura – di preservare i cittadini dal contagio del coronavirus. La misura precauzionale vale naturalmente anche per la capitale Riad. Pattuglie della polizia assicureranno che il divieto venga rispettato. Più che il consumo di tali prodotti, per ridurre il contagio è necessario ridurre la promiscuità nei locali: ma non è detto che tale misura non riesca indirettamente a raggiungere l’obiettivo scientificamente più corretto.

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