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Farsalinos: bisogna studiare gli effetti del glicole propilenico su Covid-19


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È triste vedere come l’epidemia di coronavirus venga usata (e abusata) nell’arena politica. Le affermazioni riportate non solo vengono da persone senza alcuna competenza in materia di salute pubblica; ma vengono da persone che sono ben note per la loro posizione dogmatica e prevenuta contro la riduzione del danno da tabacco e le sigarette elettroniche”. Così il cardiologo greco Konstantinos Farsalinos, uno dei protagonisti della comunità scientifica pro vaping, commenta sul suo sito E-cigarette Research le parole del sindaco del sindaco di New York, Bill de Blasio. Domenica scorsa, durante una conferenza stampa, il primo cittadino ha affermato che “fumare e svapare rende le persone contagiate dal coronavirus più vulnerabili a malattie gravi”. Una dichiarazione che ha avuto ampia risonanza sui media, spesso anche nella versione semplificata e scorretta: la sigaretta elettronica aumenta il rischio di essere contagiati dal corona virus.
K_Farsalinos-300x184.jpgÈ l’ennesimo esempio – continua Farsalinos – di comportamento irresponsabile da parte di persone che danno linee guida che non supportate da alcuna prova scientifica”. E il medico greco richiama la recente crisi di malattie polmonari negli Usa, durante la quale si sono inseguite dichiarazioni e misure contro la sigaretta elettronica, salvo poi scoprire che il problema era dovuto dall’acetato di vitamina E, contenuto nelle cartucce liquidi illegali alla marijuana. “Nessuna di queste persone – lamenta – si è pubblicamente scusata o ha ammesso l’errore, che ha causato così tanta confusione, che ancora oggi gli americani credono che le malattie polmonari siano state causate dalla sigaretta elettronica, non dagli oli di marijuana illegali. Nessuno sembra curarsi del danno alla salute pubblica causato da queste affermazioni”.
Nelle scorse settimane, sono stati pubblicati alcuni studi che indicavano un rischio aumentato di complicazioni gravi dovute al coronavirus fra i fumatori. Secondo Farsalinos, però, si tratta di studi troppo piccoli o parziali per trarre conclusioni definitive. “Sembra che ci sia una bassa prevalenza di fumatori fra i casi – spiega – ma una prevalenza maggiore fra i casi gravi. I numeri sono però molto più bassi di quello che ci si sarebbe aspettato”. Il medico sottolinea poi come quelli riportati negli studi siano “analisi di casi selettivi che potrebbero non essere rappresentativi dell’intera popolazione di casi confermati”.
generica-300x180.jpgE per quanto riguarda gli utilizzatori di sigarette elettroniche? “Tutto quello che si può dire (cioè niente) – scrive Farsalinos – è che non abbiamo alcuna evidenza scientifica di come l’uso dell’e-cigarette influenzi l’infettività del coronavirus e la progressione della malattia”. Esistono però, ricorda, moltissime prove scientifiche sulle proprietà antibatteriche e antivirali del glicole propilenico (uno dei principali ingredienti dei liquidi) vaporizzato. Naturalmente sono studi che non riguardano questo particolare ceppo di coronavirus, che è nuovo e quindi non conosciuto, ma – sottolinea il medico – “non possiamo escludere la possibilità che l’uso del glicole propilenico possa avere degli effetti positivi”.
Per questo Farsalinos è convinto che, anche in questa emergenza, i fumatori potrebbero trarre benefici passando al vaping e invita gli utilizzatori duali ad abbandonare completamente il tabacco; mentre gli ex fumatori che usano l’e-cig dovrebbero abbandonarla solo se sono certi di non ricadere nel fumo. L’intervento del cardiologo si conclude con un accorato appello alla comunità scientifica che ha accesso ai malati di Covid-19 e al virus in laboratorio. È necessario registrare se i malati abbiano fumato o usato la sigaretta elettronica in passato; fare studi di laboratorio per esaminare le proprietà dell’esposizione al glicole propilenico sulla sopravvivenza del virus; effettuare studi clinici fra i ricoverati, aggiungendo il glicole propilenico nebulizzato al regime terapeutico. Solo così si potranno fare affermazioni basate sull’evidenza scientifica.

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