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Johnnymax

Come approciarsi in sicurezza allo svapo in meccanico

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Visto che spesso si leggono cose sullo svapo in meccanico, che non si possono leggere... magari dette per inesperienza, o per convinzioni sbagliate, o per sentito dire, scrivo un "piccolo decalogo" da tenere a mente, prima di cimentarsi in questa pratica, cercando di essere il più sintetico e chiaro possibile, evitando di entrare in discorsi troppo tecnici.

 

  1. Usate solo batterie nuove, a chimica sicura (IMR-INR-ecc ecc), con il wrap e l'isolatore del positivo non danneggiato e di comprovata qualità (Sony, Samsung, LG, Sanyo, tutte le altre marche sono rewrapped di dubbia fattura o su cui non si ha la certezza della cella all'interno). Usare batterie con il wrap danneggiato su tubo meccanico, vuol dire rischiare l'autofire se il positivo è sul pin dell'atom o il corto all'attivazione se il positivo è sul tasto.
     
  2. La batteria deve avere un rate di scarica pulsata sufficiente a reggere la resistenza che andrete a fare, al netto del drop del tubo e del sag della batteria stessa. Se avete dei dubbi a riguardo, chiedete prima di comprarle, se sono adatte al vostro tipo di svapo, a persone di comprovata esperienza e non a ciarlatani o a negozianti furbetti...
     
  3. Usate solo hardware originale o comunque di ottima qualità, in ogni caso, controllate sempre tutto (filettatura, tasto, lamelle, pin, isolatori ecc  ecc) prima di metterlo in servizio, di modo da verificare che non ci siano corti dovuti a difetti di produzione.
     
  4. Mantenete l'hardware sempre in ottimo stato, per garantirne un buon funzionamento nel tempo, soprattutto batterie, tasto, filettature varie e isolatori.
     
  5. Non fate resistenze troppo basse, indipendentemente dalla batteria. Sopra ai 25-30A di scarica (reali, non quelli usciti dai risultati dei calcolatori mettendo 4.2V o 3.7V come tensione), siamo in una zona dove fa caldo con qualsiasi batteria e ci si può avventurare solo se si ha sufficiente esperienza; non basta chiedere 2 informazioni in croce, per mettersi a svapare con res da 0.08-0.09 ohm su tubo meccanico o su box full mech unprotected. Tanta gente lo fa, io lo faccio, ma so quello che sto facendo, me ne assumo i miei rischi, non ho bisogno di chiedere niente a nessuno e soprattutto so che è una pratica al limite della sicurezza.
     
  6. Controllate sempre la vostra build, una volta fatta, su box elettronica, attivatela un paio di volte e solo dopo aver verificato che sia tutto a posto, montate l'atom sul tubo o sulla box.
     
  7. Inserite la batteria nel tubo solo dopo aver già montato l'atom, di modo da scongiurare attivazioni involontarie in corto, di tubi fatti male, che magari non hanno lo scasso anticorto.
     
  8. La batteria va inserita sempre con il positivo girato verso i fori di sfiato, perchè in caso di problemi deve avere la possibilità di sfiatare il più possibile, il tubo è stato progettato così? va inserita così... non date retta a santoni o ciarlatani che vi dicono che il positivo va sempre messo sul pin dell'atom o sempre sul tasto, perchè non è così! Il verso della batteria dipende da come è fatto il tubo!
     
  9. Preferite tubi con tasto ad espulsione, tipo il Gani (e mettete il positivo della batteria sul pin dell'atom, così se sfiata lo fa espellere) ed evitate come la peste i tubi che non hanno fori di sfiato, perchè in questi ultimi, l'unico punto di sfiato possibile è il 510 e in caso di problemi, vi prenderete l'atom nei denti o se il 510 tenesse, potrebbe esplodere tutto il tubo, perchè il gas deve ben uscire da qualche parte...
     
  10. Una volta montato il tasto o chiuso il tubo, fate qualche piccola attivazione per essere sicuri che sia tutto in bolla. 
     
  11. Quando trasportate il tubo o la mod, bloccate sempre il tasto, se esiste un meccanismo di blocco, in caso non ci sia, togliete la batteria. Non si trasportano mod meccaniche, libere di attivarsi, mentre sono incustodite, perchè non è sempre detto che uno se ne accorga che il tubo sta esplodendo... se ce l'hai in una borsa, in uno zaino, o in un borsello e ti si attiva inavvertitamente per 5 minuti di fila (e questa è una scarica continua, non pulsata), con una res da 0.1, te ne accorgi quando è già bello che saltato...
     
  12. Se durante l'uso sentite che il tubo o il tasto scalda, fermatevi subito e controllate la batteria. Se è fresca, il calore che sentite è probabilmente dovuto al contatto con l'atom, scaldandosi lui, scalda tutta la mod. Se la batteria è molto calda invece, c'è un problema con il setup, quindi non andate avanti e cercate di capire cosa sta succedendo.
     
  13. Idem se il tubo o la mod non attiva. Fermatevi subito, smontate la batteria e controllate tutto.
     
  14. Non sottovalutate neppure il collasso della cella... vero che per fare ventare una batteria in condizioni ottimali ci vuole tempo, ma se per qualche motivo sfigato la cella è già gravemente deteriorata, perchè è vecchia, perchè è stata usata sempre oltre le sue reali capacità, perchè ha fatto dei corti, ma voi la continuate ad usare lo stesso... ecco in questi casi, la batteria potrebbe ventare nel giro di pochi secondi, perchè la sua chimica interna è già irrimediabilmente compromessa. Ma questo può succedere anche in elettronico...
     
  15. Fate le cose con coscienza, usando la testa, andate per gradi cercando di apprendere tutte le nozioni fisiche e chimiche che stanno dietro allo svapo.
     
  16. Se volete approcciarvi al subohm, all'inizio state sopra gli 0.12-0.13 ohm, usate solo batterie Sony VTC5A, seguite le poche regolette scritte sopra e sarete tranquilli. Poi quando avrete capito appieno la legge di ohm e come questa interagisce con il drop dell'hardware e il sag delle batterie, potrete anche avventurarvi nel subohm più spinto, ma fino ad allora, volate basso and stay safe.  
     
  17. E non pensate di poter ignorare le regole di base solo perchè svapate di guancia, perchè un corto, lo puoi fare anche con una resistenza da 1 ohm, se l'atom è in corto o se c'è qualche difetto strutturale nel tubo o nell'hardware...
     
  18. Giusto per non finire con 17... lo svapo in meccanico non è pericoloso se affrontato con cognizione di causa, ma richiede attenzione ed esperienza, cercate di essere prudenti e non vergognatevi a chiedere se avete dei dubbi. Meglio fare la figura dello scemo più volte, che rischiare di farsi del male seriamente una volta sola. 

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Ciao @Johnnymax, la tua guida è ben fatta, ma manca la sezione per le mod con batterie in serie/stacked. Se per te va bene scrivo io quella parte e la faccio aggiungere dai mod al tuo post.

Fammi sapere. Ciao 😉

@Taras

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@Dodi75 Va benissimo 😉

Io ho già semipronta anche una parte relativa a battery sag, voltage drop ed internal resistance... ma si può anche andare in append con un altro post in questo thread o aprirne uno nuovo solo per quello...  😉

Così non si va a modificare la guida, che è scritta in modo per finire con 18 😄😄😄

 

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@Johnnymax per me va bene. 

Secondo me la parte relativa a battery sag etc... andrebbe meglio in una guida specifica sulle batterie.

Questa guida sarebbe meglio lasciarla specificamente con le indicazioni teoriche e tecniche per l'uso in sicurezza 

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5 ore fa, Johnnymax ha scritto:

@Dodi75 Va benissimo 😉

Io ho già semipronta anche una parte relativa a battery sag, voltage drop ed internal resistance... ma si può anche andare in append con un altro post in questo thread o aprirne uno nuovo solo per quello...  😉

Così non si va a modificare la guida, che è scritta in modo per finire con 18 😄😄😄

 

 

5 ore fa, Dodi75 ha scritto:

@Johnnymax per me va bene. 

Secondo me la parte relativa a battery sag etc... andrebbe meglio in una guida specifica sulle batterie.

Questa guida sarebbe meglio lasciarla specificamente con le indicazioni teoriche e tecniche per l'uso in sicurezza 

...e magari mettere il link di entrambe le guide in entrambe.

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ottimo lavoro.

Personalmente, su tubo meccanico preferisco usare le vtc4 anche a scapito di un pò di autonomia.

Poi ai novizi, che proprio vogliono compromettere la propria sicurezza ( 😁 ), trascurando qui la dovuta affidabilità dei dispositivi, suggerirei un procedimento semplice semplice quanto necessario per le dovute valutazioni, da effettuare con una semplice calcolatrice su smartphone:

1.Conoscere la massima scarica pulsata della batteria (almeno il valore dichiarato es: 25 A ...)

2. Calcolare 3,7 (volts) / valore in ohm della coil. Il risultato DEVE essere significativamente al di sotto del valore precedente

Successivamente, per conoscere abbastanza da vicino la potenza in watt che andrai a utilizzare, almeno nelle prime fasi in cui la batteria è a piena carica:

3. Elevare al quadrato il risultato e poi dividerlo per il valore della coil.

Naturalmente trascuro anche volutamente particolari quali battery sag e l'altro 🙄 che comunque innalzano la sicurezza ☺️...

Sono operazioni veramente veloci ed elementari, che, ho verificato, non sono sempre conosciute da alcuni rivenditori che vendono queste macchine infernali anche ai novizi senza un'adeguata assistenza e/o suggerimenti ... 😑

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.. asini! mi avete dato il like senza leggere, vero? Non vedete che c'è un errore?

punto 3. Elevare al quadrato il risultato e poi MOLTIPLICARLO per il valore della coil ... 😁

Edited by hammond

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44 minuti fa, hammond ha scritto:

.. asini! mi avete dato il like senza leggere, vero? Non vedete che c'è un errore?

punto 3. Elevare al quadrato il risultato e poi MOLTIPLICARLO per il valore della coil ... 😁

Era giusto prima, se volevi i Watt, se invece volevi gli Ampere... è sbagliato pure ora!

Ohm-law2.png.f15aae050d626d7f20eaac80f34b97b3.png

A sto giro ti acchiappi una pernacchia! 😂

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... la vedi la formulina all'estrema sinistra superiore del cerchio magico (vallo a spiegare ai novizi... )? Iquadro*R, è la potenza in watt, che ho detto al punto 3. Se divido 3,7 v per il valore della res ottengo la corrente (punto 2, o se preferisci, formulina in alto a dx del tuo cerchietto). Che problemi hai Johnny? Chi se la piglia la pernacchietta, oh, fatta con affetto, eh ...😁

Ma la cosa più importante è sapere se il risultato di v/r ha un valore in Ampère rassicurante. Il conoscere poi la potenza è un fatto accessorio ...

Edited by hammond

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Il 17/9/2019 at 09:27, hammond ha scritto:

ottimo lavoro.

Personalmente, su tubo meccanico preferisco usare le vtc4 anche a scapito di un pò di autonomia.

Poi ai novizi, che proprio vogliono compromettere la propria sicurezza ( 😁 ), trascurando qui la dovuta affidabilità dei dispositivi, suggerirei un procedimento semplice semplice quanto necessario per le dovute valutazioni, da effettuare con una semplice calcolatrice su smartphone:

1.Conoscere la massima scarica pulsata della batteria (almeno il valore dichiarato es: 25 A ...)

2. Calcolare 3,7 (volts) / valore in ohm della coil. Il risultato DEVE essere significativamente al di sotto del valore precedente

Successivamente, per conoscere abbastanza da vicino la potenza in watt che andrai a utilizzare, almeno nelle prime fasi in cui la batteria è a piena carica:

3. Elevare al quadrato il risultato e poi dividerlo per il valore della coil.

Naturalmente trascuro anche volutamente particolari quali battery sag e l'altro 🙄 che comunque innalzano la sicurezza ☺️...

Sono operazioni veramente veloci ed elementari, che, ho verificato, non sono sempre conosciute da alcuni rivenditori che vendono queste macchine infernali anche ai novizi senza un'adeguata assistenza e/o suggerimenti ... 😑

Guida molto ben "concepita" da @Johnnymax per chi si approccia al meccanico per le prime volte e precisazioni corrette di @hammond.
Ma l'approccio "semplificato" parlando di cloud in meccanico va necessariamente approfondito, pena scarsi o scarsissimi risultati.
Andrebbe ben spiegato che quel "canonico" 3,7 volt può essere bennissimo sia 3,4V che 3,9. Vanno introdotti i concetti di caduta di tensione su batteria (battery sag) che incide molto sul calcolo finale, e su tubo e atomizzatore (drop voltage).
Credo che in questo caso l'utilizzo della terminologia anglofona confonda molto le idee ai novizi che si trovano molto più a loro agio se parliamo semplicemente di "caduta di tensione" ... provate ....

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17 minuti fa, Rudy Bulder&Co ha scritto:

di @hammond.
Ma l'approccio "semplificato" parlando di cloud in meccanico va necessariamente approfondito, pena scarsi o scarsissimi risultati.

L'ho fatto qui:

 

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... corrette entrambe le vs. precisazioni. Il fatto è che se presenti a un novizio, digiuno di nozioni di elettrotecnica di base, e ce ne sono, che, purtroppo vogliono approcciare al cloud, il cerchietto magico li spaventa, non lo capiscono proprio, ma vogliono comunque svapare a 100 watt in meccanico in sicurezza!

E' chiaro quanto dici, Rudy, è ovvio per noi che ne mastichiamo, ma cosa vuoi approfondire con chi è novizio e per giunta digiuno delle nozioni teoriche necessarie.

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5 ore fa, hammond ha scritto:

la vedi la formulina all'estrema sinistra superiore del cerchio magico (vallo a spiegare ai novizi... )? Iquadro*R, è la potenza in watt, che ho detto al punto 3. Se divido 3,7 v per il valore della res ottengo la corrente (punto 2, o se preferisci, formulina in alto a dx del tuo cerchietto). Che problemi hai Johnny? Chi se la piglia la pernacchietta, oh, fatta con affetto, eh ...😁

Ahhhh! Ora ho capito... mi era sfuggito "elevare al quadrato il risultato"! 😂

Ma certo che è un ragionamento contorto andare a calcolarsi I, per poi da questa calcolarsi P, con I^2*R, quando tanto V per te è da considerare 3.7V.

Ero convinto avessi usato la formula V^2/R, che sarebbe anche più facile da fare, visto che tieni sempre 3.7V come tensione di riferimento e la resistenza quella è, sia che passi da I, sia che non ci passi...

Fai meno conti, il risultato è lo stesso ed è più semplice sia da spiegare, che da intuire! 👍

Sorry per la pernacchia 😉

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1 hour ago, Johnnymax said:

Ahhhh! Ora ho capito... mi era sfuggito "elevare al quadrato il risultato"! 😂

Ma certo che è un ragionamento contorto andare a calcolarsi I, per poi da questa calcolarsi P, con I^2*R, quando tanto V per te è da considerare 3.7V.

Ero convinto avessi usato la formula V^2/R, che sarebbe anche più facile da fare, visto che tieni sempre 3.7V come tensione di riferimento e la resistenza quella è, sia che passi da I, sia che non ci passi...

Fai meno conti, il risultato è lo stesso ed è più semplice sia da spiegare, che da intuire! 👍

Sorry per la pernacchia 😉

... non sono d'accordo Johnny, calcolare prima la I non è un ragionamento contorto (oltretutto fare v/r è semplicissimo) ma è la prima cosa più importante da fare.

Poi calcolare la potenza di svapo viene di conseguenza ...

Io ad un novizio gli inculcherei prima l'importanza di conoscere la I che la P.

Anzi ti do una ragione in più: fare prima l'operazione v/r per tentativi successivi, si può valutare, agendo sul valore + o - della r, fino a che punto si può svapare in sicurezza, cioè fino a che punto la I rimane sotto la soglia della scarica massima, valore oltre il quale non si deve e non si può andare. Solo dopo mi tolgo la curiosità di vedere a quanti watt svapo. Il tutto ovviamente al netto delle altre cose che qui trascuro (sag drop qualità dispositivi , ecc...) e al netto delle teorie del caro gatto medievale .. ☺️

Ma in fondo sono sicuramente punti di vista diversi.

 

 

 

Edited by hammond

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... finisco il ragionamento: non ha senso partire dalla formula che calcola la potenza se prima non sai se, con un dato valore di coil,  la tua batteria la possa sopportare, anzi è pericoloso. Ecco perché è meglio farsi subito la I.

Edited by hammond

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8 minuti fa, hammond ha scritto:

... finisco il ragionamento: non ha senso partire dalla formula che calcola la potenza se prima non sai se, con un dato valore di coil,  la tua batteria la possa sopportare, anzi è pericoloso. Ecco perché è meglio farsi subito la I.

Concordo, infatti per individuare i parametri per le mod con batterie in serie o stacked è bene determinare prima la corrente necessaria per una data coil, questo permette un approccio in sicurezza 

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Ciao a tutti, uso l'SXK Atto da un po' di mesi e da sempre noto, anche se quasi impercettibilmente, che si scalda in un punto preciso sul fondo del tubo (lato positivo della batteria), esclusivamente a tasto premuto.
Le prime volte smontavo tutto e controllavo la batteria, ma non l'ho mai trovata calda. Sembra succedere con diverse batterie.

Vi pare normale?
🤔
 

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Posted (edited)
11 minuti fa, HCgirl ha scritto:

Ciao a tutti, uso l'SXK Atto da un po' di mesi e da sempre noto, anche se quasi impercettibilmente, che si scalda in un punto preciso sul fondo del tubo (lato positivo della batteria), esclusivamente a tasto premuto.
Le prime volte smontavo tutto e controllavo la batteria, ma non l'ho mai trovata calda. Sembra succedere con diverse batterie.
Vi pare normale?
🤔

Quello che riscontri è abbastanza normale, i punti di contatto della batteria sono i punti in cui passa il flusso di corrente, ovviamente, il tubo è in acciaio, che per natura accentua questo fenomeno.

Edited by Dodi75

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7 minuti fa, Dodi75 ha scritto:

Quello che riscontri è abbastanza normale, i punti di contatto della batteria sono i punti in cui passa il flusso di corrente, ovviamente, il tubo è in acciaio, che per natura accentua questo fenomeno.

Chiarissimo!
Effettivamente è una banalità, ma meglio una domanda in più che in meno!
😁

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12 minuti fa, HCgirl ha scritto:

Chiarissimo!
Effettivamente è una banalità, ma meglio una domanda in più che in meno!
😁

Un piacere 😊

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È molto bello il modo in cui ,con leggerezza data da studi approfonditi, spiegate il perché dei calcoli necessari alla sicurezza ed al risultato.

😁complimenti

 

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Volt x Volt / Ohm = Watt

Watt / Volt = Ampere

Questo è il calcolo più facile per un novizio. 
 

 

Edit: in single battery.

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    • By Johnnymax
      Tante volte, svapando in meccanico, gli utenti si chiedono a quanti Watt stanno svapando, sparando il più delle volte numeri a caso totalmente irrealistici!
      Molte altre, domanda ben più importante, ci si chiede quanti Ampere sta scaricando la build che si sta usando...
      Bene, per dare una risposta ad entrambe le domande, basterebbe conoscere il valore in ohm della propria resistenza a caldo (la chiamo R) e misurare la tensione in attivazione alle torrette con un tester (la chiamo V).
      A questo punto ci basta applicare la legge di ohm e abbiamo sia la Potenza - P (Watt) che l'intensità della corrente - I (Ampere):
      P = (V^2)/R
      I = V/R

      Semplicissimo! 
      Però se siete curiosi e volete capire perchè, ad esempio, alle torrette arrivano 3.2V, con una resistenza di 0.11 ohm, mentre la vostra batteria a pieno carico ha una tensione di 4.2V, continuate pure la lettura.
      Per prima cosa, bisognerebbe aver chiaro i concetti di internal resistance, di battery sag, di device drop e di voltage drop.
      Il primo è una caratteristica intrinseca di ogni batteria, dipende esclusivamente dalla sua chimica.
      Tutte le batterie dello stesso modello, prodotte in serie, ad es tutte le VTC5A, hanno la stessa resistenza interna, a patto che siano nuove e con più o meno gli stessi cicli di carica.
      Nelle batterie vecchie e stanche, il valore si alza di un pochino, perchè hanno perso in efficienza.
      Mentre batterie di diverse marche e o modello, es Sony VTC5A, VTC6, Samsung 30T, 30Q ecc ecc, hanno diversa resistenza interna se confrontate una con l'altra.
      La resistenza interna è solitamente nota, perchè dichiarata nei datasheet del produttore e se non lo è, può essere facilmente misurata con strumenti appositi, tra cui alcuni modelli di caricabatterie, uno di questi è lo Xtar VP4 plus Dragon.
      Oppure lo si può conoscere perchè qualcuno ha recensito la batteria e reso disponibili questi dati (ad es, cercate Mooch, che ha testato quasi tutte le batterie del pianeta), valido però solo per batterie nuove.
      Una volta che abbiamo verificato qual'è la resistenza interna della nostra batteria, possiamo calcolare il suo battery sag in funzione della build che andremo a fare.
      Questo è un fattore strettamente dipendente dalla resistenza interna della batteria, dal valore in ohm della resistenza e dipendente, ma in misura minore, anche dalla mod su cui la andremo ad usare.
      Minore è la resistenza interna, minore sarà il battery sag.
      Minore sarà il valore in ohm della resistenza della coil e maggiore sarà il battery sag.
      Ma cosa intendiamo noi vapers con il termine battery sag?
      E' la riduzione della tensione nominale della batteria, che come ho detto prima è direttamente proporzionale alla resistenza interna della batteria e inversamente proporzionale alla resistenza della coil.
      Come si calcola?
      Battery Sag (detto anche battery voltage drop) = Resistenza interna della batteria * (Tensione nominale della batteria/(Resistenza dell'atomizzatore + Resistenza interna della batteria + Resistenza del device)
      Come si intuisce dalla formula, con resistenze alte, il battery sag è irrilevante, mentre comincia ad essere molto elevato in caso di resistenze bassissime.
      Questo si evince ancor di più quando non si usano batterie ad alta capacità di scarica, dove si rischia addirittura di andare a richiedere molti più Ampere di quelli che la batteria stessa può fornire.
      Gli Ampere di scarica di una batteria sono inversamente proporzionali alla sua resistenza interna... minore è la resistenza interna e maggiori saranno gli Ampere di scarica disponibili.
      Le batterie 18650 con la migliore capacità di scarica sono (al momento) le sony VTC5A, la cui resistenza interna è circa 0.0135 ohm e sono tra le poche in grado di reggere in pulsata, una scarica di oltre 30A senza danneggiarsi.
      Le batterie 21700 con la migliore capacità di scarica sono (al momento) le samsung 30T, la cui resistenza interna è circa 0.009 ohm e sono tra le poche in grado di reggere in pulsata, una scarica di oltre 40A senza danneggiarsi.
      Per il calcolo della resistenza del device bisognerebbe prima misurare il suo drop e spiegherò più avanti di che si tratta.
      Anticipo comunque che le migliori mod sul mercato hanno a 30A, un drop di circa 0.007V, mentre le peggiori anche di oltre 0.4V.
      Allego un post di Mooch dove misura il device drop a 30A per alcune mod e ne illustra il calcolo:
      https://www.e-cigarette-forum.com/blog-entry/mechanical-mod-voltage-drop-table.8159/
      La peggiore mod, nel suo allegato, è una wismec rx machina, quindi come potrete immaginare, tra box e cloni vari che ci sono in giro, c'è ben di peggio di questo tubetto...
      Stimiamo comunque che la resistenza media di una mod medio-scarsa sia di circa 0.0002 ohm, mentre quella di una ottima è di 0.000006 ohm (tubo in rame monocorpo, con attacco ibrido).
      E stimiamo che la resistenza dell'atomizzatore stesso, senza coil, sia di circa 0.0006.
      Quindi la resistenza del device (mod + atty), per il calcolo del battery sag, la possiamo tarare a 0.0008 ohm.
      Ecco degli esempi di calcolo:
      Resistenza da 0.10 con Sony VTC5A con batteria a piena carica, mod medio scarsa.
      Battery Sag = 0.0135 * (4.2 / (0.1 + 0.0135 + 0.0008)  = 0.496V
      Resistenza da 0.10 con Sony VTC5A con batteria a 3.4V, mod medio scarsa.
      Battery Sag = 0.0135 * (3.4 / (0.1 + 0.0135 + 0.0008)  = 0.401V
      Resistenza da 0.10 con Samsung 30T con batteria a piena carica, mod medio scarsa.
      Battery Sag = 0.009 * (4.2 / (0.1 + 0.009 + 0.0008) = 0.344V
      Resistenza da 0.10 con Samsung 30T con batteria a 3.4V, mod medio scarsa.
      Battery Sag = 0.009 * (3.4 / (0.1 + 0.009 + 0.0008) = 0.278V
      Bene, detto questo, se qualcuno si starà domandando se sia sufficiente calcolare il battery sag sulla carta, per sapere a quanti watt si sta svapando e quanti A si stanno scaricando, sappia che la risposta è no!
      Esatto, perchè c'è un altro fattore da considerare che è il voltage drop totale del setup che si sta usando.
      Cos'è il voltage drop?
      Il voltage drop è la perdita di tensione finale del nostro setup, cioè la differenza tra la tensione della batteria al momento della misurazione e quello che avete misurato alle torrette con il tester in attivazione!
      Che si calcola così:
      Voltage drop = (Battery Sag + Device drop)
      E che cos'è il device drop, che ho già nominato prima?
      Qui entrano in gioco la forma del device, i collegamenti, i materiali e lo stato di salute del pv, che ne determinano l'efficienza finale. 
      Tra la vostra batteria e la vostra resistenza, ci stanno in mezzo il vostro pv e il vostro atomizzatore, per semplificare chiamerò il tutto "circuito".
      Nella migliore delle ipotesi, l'atom e il pv sono collegati dal 510 con un attacco ibrido, dove il pin dell'atomizzatore va diretto sulla batteria, mentre l'altro polo è collegato al tasto e il tasto va a contatto con il corpo del tubo quando viene premuto.
      Tutto questo senza ulteriori filettature di mezzo, se non il 510 del tubo e le eventuali filettature del tasto.
      Ecco, il tubo meccanico a corpo unico, è il collegamento più efficiente possibile, dove le perdite di tensione sono ridotte al minimo.
      Anche in questo circuito però, a parità di forma, ci possono essere delle differenze di resa, dipendenti dai materiali che sono stati utilizzati.
      Materiali più conduttivi, tipo argento, rame e ottone limitano il drop del device, materiali meno conduttivi lo accentuano.
      Poi più aggiungiamo complessità al circuito, filettature, tasti assurdi, cablaggi, ecc ecc e più il drop aumenterà.
      Inoltre i metalli di cui sono composti i PV, sono soggetti al normale processo di ossidazione, chi più chi meno e anche questo inficia pesantemente sull'efficienza del circuito, quindi il calcolo finale del device drop, diventa parecchio difficile da fare ed è molto più facile misurare direttamente con il tester alle torrette dall'atom il voltage drop, sottraendogli poi il battery sag!
      A questo punto, noti la resistenza dell'atom, la resistenza interna della batteria e la sua tensione non sotto carico, siamo quasi in grado di calcolare a quanti Watt stiamo realmente svapando in meccanico e quanti A stiamo scaricando.
      Quindi, misuriamo la resistenza a freddo su una box elettronica e rimisuriamola a caldo, perchè a seconda del materiale questa può variare e anche di parecchio.
      Prendiamo per buona la media delle 2... es: se a freddo la resistenza misura 0.11 e a caldo 0.13 (perchè è in acciaio ad es.), prendiamo 0.12 come misura per il calcolo.
      Misuriamo la resistenza interna della batteria con uno strumento apposito e verifichiamo anche quant'è la tensione della batteria.
      A questo punto mettiamo la batteria nella nostra box meccanica e misuriamo col tester l'uscita alle torrette dell'atom in attivazione.
      Bene quella è la resa finale, epurata dal Voltage Drop, come ho già detto prima.
      Vogliamo conoscere precisamente il Device Drop? Calcoliamo il battery sag con la formula sopra indicata e sottraiamolo dal Voltage Drop misurato alle torrette.
      Vogliamo sapere i Watt? (Tensione alle torrette ^ 2) / media della resistenza misurata 
      Vogliamo gli Ampere di scarica? Tensione alle torrette / media della resistenza misurata 
      Bene, ora avete tutte le informazioni su come calcolare o misurare correttamente i Watt e gli Ampere in meccanico...
      E soprattutto, a meno che non abbiate capito una mazza di quello che ho scritto finora, sapete finalmente perchè non ha senso fare il calcolo dei W e degli A, usando 4.2V o 3.7V come valori di riferimento per la tensione e il valore della resistenza misurata a freddo, piuttosto che quella a caldo! 
      Faccio un ultimo esempio dove calcolo tutto usando quanto scritto sopra:
      Atom Digiflavour Aura - resistenza 0.09 a freddo, 0.11 a caldo, 0.1 media
      Tubo meccanico clone - medio buono
      Batteria sony VTC5A - tensione nominale da tester: 4.16V
      Misura alle torrette in attivazione 3.35V
      Perfetto...
      Sappiamo che la VTC5A ha resistenza interna 0.0135 ohm, quindi calcoliamo tutto!
      P = (3.35V ^ 2) / (0.10 + 0.0135 + 0.0008) ohm = 98W
      I = 3.35V  / (0.10 + 0.0135 + 0.0008) ohm = 29A
      Battery sag = 0.0135 ohm * (4.16V / (0.1 + 0.0135 + 0.0008) ohm) = 0.491V
      Voltage drop = 4.16V - 3.35V = 0.81V
      Device drop = 0.319V
      Un ringraziamento particolare a @papico, @Dodi75 , che mi hanno fatto notare alcune imprecisioni nelle formule e a @Taras che mi ha consentito di apportare le opportune correzioni.
    • By Dodi75
      Ciao a tutti, apro questa discussione, visto che questo argomento è spesso ricorrente.
      L'obiettivo è fornire suggerimenti ed un primo aiuto ai chi si approccia per la prima volta ad articoli per lo svapo realizzati in metalli che richiedono particolari cure.
      La maggior parte dei tubi meccanici sono solitamente costruiti integralmente in Rame ed Ottone. Le box BF contengono invece le lamelle e i contatti realizzati in materiali diversi: argento, rame, ottone. Tutti sappimo che dopo un periodo di utilizzo, più o meno lungo, tendo a perdere lucentezza, ed in alcuni casi a ricoprirsi di ossido e sporco.
      Infatti Argento – Ottone – Rame, se non sono trattati con un bagno galvanico (placcatura o cromatura), risultano sensibili all’umidità ambientale, al sudore e ai residui dei liquidi usati, che in tempi variabili inficiano non solo l’aspetto (sporco ed ossidato) ma anche la conduttività e possono compromette il corretto funzionamento del dispositivo.
      A questo si aggiungo in prossimità dei contatti elettrici le bruciature causate dagli archi voltaici che in alcuni casi creano veri e propri riporti di materiale o “saldature”.
      Per conservare in buono stato questi oggetti e garantire un funzionamento ottimale nel tempo possiamo intervenire periodicamente con una spesa irrisoria riportandoli ai fasti del primo giorno dopo l’acquisto.
      Per la pulizia dello sporco e dell’ossidazione di Argento – Ottone – Rame possiamo utilizzare:
      Prodotto specifico per questi materiali (Sidol per Rame e Ottone, Argentil per argento) che ci permette di rimuovere sporco, ossidazione e opacità presenti sul metallo. Sapone neutro, tipo sapone per le mani Cotone idrofilo Panno di cotone morbido Spazzolino dei denti Paglietta verde per i piatti Carta assorbente
      Pulizia da Sporco e Ossidazione:
      L’applicazione e la pulizia con il prodotto specifico aiutandosi con del cotone idrofilo può essere accompagnata dall’aiuto con spazzolino per le filettature e le incisione, paglietta verde per rimuovere eventuali incrostazioni o punti particolarmente ossidati. Terminata questa fase, le parti pulite vanno lavate con acqua tiepida ed un po’ di sapone per le mani, sconsiglio il sapone per i piatti, che avendo una maggiore forza sgrassante può togliere lucentezza e favorire una precoce ossidazione. Quindi risciacquare bene aiutandosi con lo spazzolino per filettature ed incisioni. Asciugare bene prima con la carta assorbente, successivamente con un panno morbido di cotone, se possibile mettere al sole le parti (ad esempio corpo del tubo) per essere certi che non restino tracce di umidità. Applicare dove necessario lubrificanti a base di silicone o vasellina (ad esempio parti interne dei tasti o sugli o-ring). Rimuovere le bruciature da archi voltaici:
      In caso di bruciature causate dagli archi voltaici che in alcuni casi creano veri e propri riporti di materiale o “saldature” procurarsi una paglietta di acciaio a grana fine e delicatamente andare a ripulire i punti in cui sono visibili i segni, lucidando la zona fintanto se non sentiamo ritornale liscia la superficie. Questa operazione va fatta prima della pulizia con il prodotto specifico.
      Pulizia dell’acciaio da Sporco e Ossidazione:
      L’Acciaio solitamente non ossida, comunque tende a opacizzarsi e se di bassa qualità può anche presentare segni di ruggine. Per pulirlo e renderlo nuovamente brillante possiamo utilizzare i prodotti specifici per l’acciaio inossidabile aiutandoci con una spugnetta da cucina. Rimosso lo sporco, possiamo lavarlo con il sapone per i piatti e poi asciugarlo bene con carta assorbente e un panno di cotone morbido. Differentemente da altri metalli, l’acciaio se pulito correttamente non necessita di accorgimenti particolari.
      Attenzione: Argento, rame e ottone e acciaio non devono essere puliti con alcuni prodotti quali:
      Alcool: evaporando crea il cosiddetto effetto frosted, L'evaporazione dell'alcool la formazione di un sottile strato di condensa dell'umidità presente nell'aria, accelerando nuovamente i fenomeni ossidativi. Inoltre toglie la lucentezza al metallo appena pulito.  Prodotti Spray: tutti i detergenti spray tipo sgrassatori nella composizione contengono degli agenti particolarmente aggressivi che posso non solo ossidare nuovamente i metalli, ma addirittura danneggiare eventuali decorazioni colorate. Acidi: assolutamente da evitare su qualsiasi metallo, in alcuni casi possono danneggiare, macchiando o corrodendo in maniera irreversibile le parti metalliche o eventuali componenti in materiale plastico. L'eventuale lubrificazione di molle, parti dei tasti, o-ring può essere fatta con silicone spray oppure vasellina in pasta. Evitare di utilizzare lubrificanti sintetici tipo svitol o altri oli lubrificanti, perché oltre ad essere tossici, hanno un'azione corrosiva ed ossidante.
    • By Taras
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